Punto di forza della Basilicata è sicuramente il suo variegato paesaggio: oltre ad aree protette, distese di prati e campi assolati, suggestivi calanchi e immense dighe, la Basilicata ha due parchi nazionali, il versante lucano del Parco del Pollino e il Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, e tre parchi regionali, il Parco Naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano e il Parco del Vulture.

Qualunque sia l’offerta naturalistica ricercata, paesaggi unici fanno della Basilicata una regione adatta a tutti!

Con i suoi 192.000 ettari, diviso tra la Basilicata e la Calabria, il Parco Nazionale del Pollino è il più esteso d’Italia.

Considerato uno dei massicci più belli e caratterizzanti dell’Appennino Lucano, la sua denominazione deriva dalla vetta del massiccio del Pollino, il “Mons Apollineum”, che gli Achei definirono “monte di Apollo”, individuandolo un po’ nell’Olimpo, per la sua imponenza tale da toccare quasi il cielo.

Lungo itinerari e percorsi accattivanti ci si inoltra in fitti boschi di faggio e cerri, come “bosco Magnano” situato nei pressi di San Severino Lucano, ma anche di abeti e castagni e altipiani erbosi, fino ad “incontrare” sinuosi, fieri e secolari, i Pini Loricati, simbolo del parco, visibili soprattutto sulla cima di Serra di Crispo, denominata il “Giardino degli Dei” proprio perché considerata uno dei santuari di questa rara specie arborea dal tronco contorto.

Tra queste distese si aggirano esemplari di lupo appenninico, cinghiali e caprioli, scoiattoli, istrici e lontre, ma anche picchi e gufi reali. Tra le vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale, sorvolate da aquile reali, falchi pellegrini e gheppi, senz’altro va menzionata Serra Dolcedorme, “tetto” del parco.

Corsi d’acqua, come i torrenti Frido e Peschiera che interessano proprio il territorio di San Severino Lucano, e affioramenti rocciosi, profonde faglie e inquietanti voragini attraversano il Parco del Pollino, “popolato” anche da fossili risalenti a decine di migliaia di anni fa, come lo scheletro di un Elepfhans antiquus italicus, alto quattro metri e vissuto circa settecentomila anni fa, rinvenuto nelle Valli del Mercure e attualmente custodito nel Museo Naturalistico e Paleontologico di Rotonda, sede del Parco.

Natura, sport e cultura si coniugano in questa straordinaria area verde della Basilicata scrigno non solo di bellezze ambientali ma anche di musei in cui aleggiano antiche memorie, storia e tradizioni della civiltà contadina e delle comunità arbëreshë.

www.parcopollino.gov.it

La più giovane area protetta della Basilicata, istituita nel 2007, si riconosce nello splendido contesto ambientale offerto dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

A rendere quanto mai affascinante e suggestivo il paesaggio del parco è la sua estensione lungo gran parte dell’Appennino Lucano e l’articolata successione di vette che va da quelle dei monti Volturino e Pierfaone, estendendosi fino al massiccio del Sirino e abbracciando così la rigogliosa Val d’Agri.

In questo straordinario affresco spiccano borghi indimenticabili per cultura, valori sacri e natura. Oltre all’area archeologica di Grumentum, considerata il più importante sito romano della Basilicata, e il vicino Museo Archeologico dell’Alta Val D’Agri, il parco comprende i paesi di Viggiano e Sant’Arcangelo, cuore sacro della Basilicata e dell’area per il culto della Madonna Nera, Patrona della regione, e per il Convento di Santa Maria Orsoleo, oggi sede di un museo scenografico che consente un viaggio spirituale nella Basilicata del passato e del presente.

Di straordinario interesse è anche l’importante e affascinante Lago del Pertusillo, invaso artificiale a sbarramento del fiume Agri, circondato da un paesaggio di boschi che si estendono fino alle sponde del lago stesso.

L’area, però, si distingue anche perché caratterizzata dalla presenza di invitanti prodotti tipici ormai conosciuti anche oltre i confini regionali: dal Canestrato di Moliterno Igp, dal gusto deciso, ai Fagioli di Sarconi Igp, complici di piatti prelibati. Ogni piatto ha un sapore più intenso e indimenticabile se gustato sorseggiando vini locali come il Grottino di Roccanova DOC e il Terre dell’Alta Val d’Agri Doc.

www.parcoappenninolucano.it

Il Parco Naturale Regionale del Vulture, che si estende per 57496 ettari, è stato istituito nel novembre del 2017 ed è il più giovane tra i parchi e le riserve naturali della Basilicata. Include parte dei territori comunali di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, tutti appartenenti alla Provincia di Potenza.

Imponente è il Monte Vulture, da cui il Parco prende il nome, un vulcano spento da millenni di 1326 metri, i cui crateri sono occupati dai più insigni rappresentanti del Parco, i Laghi di Monticchio, due suggestivi specchi d’acqua di forma ellittica immersi  nel verde. Quando vi si giunge si ha quasi l’impressione di trovarsi in un quadro di Monet della sua celebre serie delle Ninfee.

Chiaramente di origine vulcanica, il Lago Grande ed il Lago Piccolo si trovano a mezza altezza rispetto alla cima del monte dove si affaccia l’Abbazia di San Michele, fondata dai Benedettini nel X secolo e oggi sede del Museo di Storia Naturale del Vulture.

La flora è varia, composta in prevalenza di fitti boschi di castagni, lecci e faggi, ma si trovano anche conifere e altifoglie, mentre l’ambiente ancora vergine consente lo sviluppo di una ricca fauna che comprende rapaci, mammiferi, inclusi molti mustelidi, varie specie di uccelli d’acqua e anfibi. Tra gli ospiti insoliti la Bramea di Hartig, rara farfalla preistorica notturna, tipica dell’Oriente ed assente in Europa Occidentale. È visibile solo per poche ore nelle serate di primavera, in quanto trascorre ben tre anni della sua breve esistenza sotto forma di crisalide.

Il Parco del Vulture è arte, chiese e castelli, ma è soprattutto natura, tradizione, prodotti agricoli favoriti dal terreno vulcanico. Qui nasce uno dei vini più famosi d’Italia, l’Aglianico del Vulture insieme ad altri prodotti d’eccellenza quali olio, miele e castagne. Nel territorio di Rionero, sgorgano acque minerali di grande qualità, in parte utilizzate dalle Terme di Rapolla, che hanno dato origine a circa 15 etichette, raggiungendo una produzione pari all’8% del mercato nazionale.

 

www.parcovulture.it

www.museodelvulture.it

Il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano si presenta come una splendida e gigantesca scultura caratterizzata da una roccia tenera segnata da profondi solchi che disegnano spettacolari rupi, grotte e gravine.

Noto anche come Parco delle Chiese Rupestri, ne costituiscono il patrimonio sacro e culturale oltre 150 chiese rupestri, appunto, le quali, insieme alle ricchezze naturalistiche e alle tracce storiche di rilievo, nel corso dell’intero anno lo rendono centro di eventi di ispirazione musicale, ambientale e intellettuale di valore, sfruttando il fascino di palcoscenici a cielo aperto.

La conformazione del territorio fa sì che il parco sia in grado di ospitare iniziative di carattere anche “en plein air” per adulti e bambini, dalle sfumature davvero originali e coinvolgenti, come la pratica del trekking letterario e sonoro, attraversando vecchi tratturi alla ricerca di aria pura e antichi racconti.

www.parcomurgia.it

Il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane è scrigno di bellezze paesaggistiche in cui è possibile vivere intense esperienze a contatto con la natura sfruttandone ogni peculiarità.

In esso insistono una fitta rete di sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike e due dei “Borghi più Belli d’Italia”, Castelmezzano e Pietrapertosa, reciprocamente raggiungibili anche in “volo”, grazie ad una delle attrazioni più coinvolgenti della Regione: Il Volo dell’Angelo.

Tra spazi incontaminati e tracce di una storia millenaria, il Parco è una delle aree verdi più belle della regione, in cui è possibile scoprire e conoscere, per l’importante valore naturalistico, storico ed etno-antropologico, tutti i segreti che la natura può preservare.

Con un’estensione di oltre 27 mila ettari, il parco comprende la foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, formato da imponenti esemplari di cerro, odorosi tigli, peri e meli selvatici, aceri, ontani e il raro agrifoglio. Qui vivono lupi, tassi, istrici e gatti selvaggi e tra gli uccelli si possono avvistare falchi pellegrini, poiane e picchi muratori.

 

www.parcogallipolicognato.it