La Processione dei Misteri di Montescaglioso

Sacre Rappresentazioni

Una volta fuori dalle chiese di Montescaglioso, durante la Processione dei Misteri, le statue ripercorrono le stazioni della Via Crucis, condotte per le strade della città a passo lentissimo e dondolante. Così attraversano le strade del comune materano.

Al rito prendono parte le quattro confraternite di Montescaglioso. Tra le statue più suggestive si distinguono quella della Madonna Addolorata, tanto bella da sembrare vera nelle fattezze e nel suo dolore, seguita dalle altre raffiguranti il Cristo alla Colonna, Gesù Crocifisso, il Cristo Morto e la Pietà.

Un’atmosfera suggestiva pervade la Chiesa Madre mentre il coro intona le “Cantilene” che raggiungono ogni punto di Montescaglioso.

È notte fonda quando la processione rientra nelle chiese.

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Sacra rappresentazione di Rapolla

La Sacra rappresentazione di Rapolla

Sacre Rappresentazioni

La Crocifissione è ambientata nel Parco Urbano delle cantine-grotte a Rapolla, mentre la processione del Cristo Morto si snoda lungo strade illuminate dalla sola luce di deboli candele in un’atmosfera di intensa suggestività. Le fiammelle dei ceri invadono ogni angolo del paese illuminando il volto e le sagome delle statue di Gesù e della Madonna portate a spalla dalla gente del posto. Da sempre il corteo, che vede pie donne, con indosso un abito nero decorato con un fiocco viola, alternare canti religiosi alle preghiere dei sacerdoti e dei fedeli, parte dall’ex sede municipale, in piazza Garibaldi, e prosegue toccando diversi punti del centro storico. Qui sono allestiti palchi su cui sono recitate tutte le fasi della Passione di Cristo, dalla condanna fino alla Crocifissione. Al seguito del corteo le pie donne Ognuno con una candela in mano accresce l’intimità dell’evento.


La Sacra rappresentazione di Atella

Sacre Rappresentazioni

Nella città angioina di Atella la Via Crucis si snoda lungo le suggestive vie e fra i visitatori presenti viene scelto il “Cireneo” che i Vangeli riferiscono aiutò Cristo a portare la croce.

Il Giovedì Santo, la Via Crucis di Atella fa rivivere le fasi precedenti alla morte di Gesù: le tre cadute, l’incontro con la Madonna e quelli con la Samaritana che gli offre da ber, e con la Veronica, che gli asciuga il viso.

Tutto avviene nel centro storico, in un percorso ben definito in cui si alternano momenti molto sentiti dalla cittadinanza e da chiunque scelga di partecipare a un particolare esempio di storia e di cultura. Facendo tappa lungo diversi punti della cittadina si intraprende un viaggio che ripropone il processo a Gesù e il giudizio di Pilato, il quale, incoraggiato dal popolo, lo condanna a morte.


La Sacra rappresentazione di Barile

Sacre Rappresentazioni

Quella di Barile è la più antica Via Crucis della Basilicata. In scena il venerdì santo, la Processione dei Misteri si sposa con il simbolismo proveniente da reminiscenze albanesi. Suddivisi in 25 gruppi, 117 figuranti – tutti scelti tra la gente del posto – fanno rivivere la Passio Christi. Tra loro si distinguono i protagonisti degli episodi salienti della Via Crucis – dopo Gesù, ecco arrivare i sacerdoti, le pie donne, i farisei, la Madonna, gli apostoli – e personaggi particolari e alieni alla nostra cultura religiosa: sono la Zingara accanto alla Zingarella e il Moro insieme al Moretto a rappresentare l’insidia, l’ignoto. Precedono il corteo religioso tre centurioni a cavallo che suonano una tromba – opera di artigiani locali come altri accessori e costumi indossati dai personaggi – e tre bambine vestite di bianco, le Tre Marie. Una ragazza in abito nero porta uno stendardo recante i segni della Passione di Cristo, mentre trentatré fanciulle con una veste viola ricordano gli anni di Gesù al momento della morte.


Venosa Sacre rappresentazioni

La Sacra rappresentazione di Venosa

Sacre Rappresentazioni

Il venerdì santo, in Piazza Giovanni de Mata a Venosa va in scena l’ultima cena con l’allestimento del tavolo e delle sedie riprodotti sullo stile del tempo. Un centinaio di figuranti compongono il corteo che incede verso la Villa comunale o nei pressi della Fontana Angioina, dove, sotto gli occhi della folla, Gesù viene catturato.

Un centinaio di figuranti compongono il corteo che incede verso la Villa comunale o nei pressi della Fontana Angioina, dove, sotto gli occhi della folla, Gesù viene catturato. Tutto si sposta poi in piazza Castello per il processo presieduto dal sommo sacerdote Caifa che fa arrestare il Maestro , il quale, legato e malmenato alla domanda: “Sei tu il Messia, il Figlio di Dio?”, rivela: “Tu l’hai detto”.

L’atmosfera si carica di enfasi quando Pietro rinnega Gesù, sul bastione del Castello Pirro del Balzo, qui è ambientata anche la scena della fustigazione”.

Dopo il processo, il corteo attraversa il corso della città, fino a Piazza Orazio dove avviene l’incontro tra Gesù e la Madonna, e poi con le pie donne davanti alla Cattedrale. La processione torna verso Piazza Castello per la Crocifissione, qui, con artifizi scenografici, è riprodotta la scena della Resurrezione. Nel buio la sua immagine riflette il senso del suo sacrificio per noi.


La Sacra rappresentazione di Maschito

Sacre Rappresentazioni

A Maschito, il Venerdì Santo, circa ottanta personaggi, tra soldati, sacerdoti, discepoli, donne del popolo e altri interpreti ripropongono le fasi salienti delle quattordici stazioni della via Crucis. La processione di dispiega dalla Chiesa Madre fino a via Calvario, il luogo della Crocifissione. La villa comunale diventa lo scenario naturale dell’Orto degli Ulivi, luogo in cui Gesù Cristo, secondo le Sacre Scritture, si ritirò dopo l’ultima cena prima di essere tradito da Giuda e arrestato. Tra gli stretti vicoli del paese l’emozione prende forma con il processo – nei pressi della Fontana Skanderbeg – gli incontri con la Maddalena, le pie donne e la Veronica che gli asciuga il volto.

La partecipazione emotiva dei fedeli è palpabile nel gesto del Cireneo che aiuta Gesù a portare la Croce e nelle tre cadute in Largo Purgatorio, in Via Roma, in Piazza San Francesco. Singolare è l’immagine della “donna con il gallo” che, facendosi spazio tra gli altri figuranti, simboleggia la predizione del tradimento di Pietro.

Come a Barile, anche la sacra rappresentazione di Maschito vede la presenza della Zingara, ricca e colma d’oro. Quando Gesù cade, la donna lo avvicina e gli butta dei ceci in segno di scherno. Lo stato emozionale è al massimo quanto sotto lo sguardo dei presenti Cristo viene crocifisso e il dolore e il dolore della Madonna si piedi della Croce rimanda a un sentimento autentico.


Via Crucis Rionero in Vulture

La Sacra rappresentazione di Rionero in Vulture

Sacre Rappresentazioni

Chiude il ciclo dei riti delle Sacre Rappresentazioni lucane la Passione di Cristo di Rionero in Vulture. I costumi sono aderenti al contesto storico in cui è vissuto Gesù, ponendo molta attenzione nella lettura delle Sacre Scritture. Il giorno del Sabato Santo i protagonisti sfilano riproponendo la vicenda umana di Gesù a partire dalla domenica delle Palme, con il suo ingresso trionfale in Gerusalemme, fino alla Crocifissione tra i due ladroni e la Crocifissione. Tra i 180 figuranti si distinguono la Madonna Addolorata e San Giovanni, Maria Maddalena e le Pie donne, seguono Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, rappresentanti del Sinedrio.