L'olio EVO Lucano IGP

Dal 2020 l'olio della Basilicata ha il marchio IGP, certificazione conferita dall'Unione Europea. L'olio evo lucano è così iscritto ufficialmente nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.

Un marchio di qualità che dà lustro al lavoro dei tanti produttori e frantoiani lucani. Con l’Olio EVO Lucano IGP salgono ufficialmente a diciotto i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata con cinque Dop, sette Igp, quattro Doc, un Docg e un Igt.

Grazie a questo riconoscimento il prodotto olio lucano, è riconosciuto ufficialmente, con un marchio dedicato, come grande eccellenza agroalimentare, buona non solo per il palato, ma anche per la salute.

Ciò che caratterizza questo prodotto è l’armonia tra le note olfattive e gustative, all'assaggio si scorgono note aromatiche di erba fresca, carciofo, pomodoro, mandorla e mela, mentre alla vista l'olio evo lucano si contraddistingue per un colore compreso tra il verde e il giallo.

La presenza delle piante di olivo in Basilicata vanta origini antichissime; Pezzi di legno, olive, foglie e noccioli, risalenti al VI sec. a. C., sono stati rinvenuti a Pantanello di Metaponto, durante alcuni scavi archeologici. Pare che furono i coloni greci ad aver introdotto nell’antica Lucania varietà che si sono adattate all’ambiente, come nel caso  della Maiatica, che non sono presenti altrove.


Il Marroncino di Melfi

La città di Melfi è conosciuta anche per essere la patria del marroncino, una castagna coltivata sul territorio del Vulture, in particolare nella zona di Melfi. Si pensa che la pianta del castagno, parte integrante del paesaggio di tutta la zona, sia stata importata dalla Turchia da Federico II. Quest'ultimo era molto legato alla città di Melfi, nella quale promulgò anche le famose Costituzioni Federiciane.

Il marrancio è una varietà di castagna molto adatta ad essere consumata fresca, quindi molto ricercata per la produzione dei marrons-glacés. E' un frutto di grossa pezzatura, di forma tondeggiante è di colore marrone lucido con striature evidenti. La raccolta avviene nei mesi di settembre ed ottobre.

Per celebrare questo alimento che è un pò il simbolo dell'autunno a Melfi si svolge la festa della varola, dal nome della grossa padella di ferro bucherellata che viene utilizzata per arrostire sul fuoco le castagne. Per l'occasione la città diventa un grande bosco, con stand dalla forma di tipici rifugi montani, dove vengono esposti tantissimi alimenti prodotti con questo frutto. La sagra è l'occasione, dunque, per degustare la castagna non solo come caldarrosta, ma in numerose ricette dolci e salate rigorosamente accompagnate dal poderoso vino Aglianico del Vulture.

Melfi

Pro Loco Federico II

 


La frutta e gli ortaggi

Con l'appellativo «California del Sud» si è soliti indicare la zona della Basilicata inerente il Metapontino. Questa parte della regione si caratterizza per la sua fertilità, infatti, la presenze di quattro fiumi che terminano il loro corso nello Jonio - Bradano, Basento, Agri e Sinni - hanno contribuito, assieme al clima, a rendere i terreni agricoli particolarmente generosi. Terreni che spesso hanno dato vita ad intere filiere che hanno permesso di esportare i prelibati prodotti provenienti da questa terra.

Proprio in virtù di queste motivazioni e tenendo conto delle potenzialità dell’area, questa zona è stata definita la «California del Sud» accomunandola cioè allo Stato della California che è, negli Stati Uniti d’America, uno dei principali produttori agricoli.

L'area è, dunque, famosa  per la sua svariata produzione ortofrutticola, numerosi sono gli ortaggi e la frutta che qui si coltivano  come arance, kiwi e albicocche, ma fra i prodotti più eccellenti c’è la Fragola Candonga. Un frutto dal sapore autentico, dalla forma conica allungata ed il colore rosso rubino.

 

 


Il Pistacchio di Stigliano

I Pistacchieti di Stigliano rappresentano le più vaste coltivazioni a filari di questo frutto, così difficile da coltivare, dell’intero Paese. Oggi il prodotto è riconosciuto e commercializzato in tutta Italia non solo sotto forma di frutto, ma anche di pesto, farina, crema o pasta di puro pistacchio vere delizie per tutti i palati. 

L'idea di creare una produzione agricola di questo tipo a Stigliano nasce negli anni '90, quando furono importati i primi alberi di pistacchio dalla Grecia. Da allora, la coltivazione di pistacchi di Stigliano si è molto ingrandita, fino a diventare fra le più estese d'Europa.

Il pistacchio è un frutto dalle innumerevoli qualità benefiche e dai molteplici utilizzi. Contiene Vitamina A, ferro e fosforo e come la frutta secca in generale è in grado di favorire l'abbassamento della percentuale di colesterolo nel sangue; può essere consumato al naturale o tostato, può essere impiegato per fare il gelato e numerosi altri alimenti sia dolci sia salati.

Stigliano


Le Olive nere di Ferrandina

L’oliva nera è un prodotto tipico di Ferrandina, città Aragonese famosa per essere presidio slow food della Majatica, una qualità d’ulivo presente solo in alcune zone delle colline materane da cui si ricava la famosissima Oliva Nera Infornata di Ferrandina e l’Olio Extravergine.

L’oliva nera si ottiene infornando i frutti che acquistano così un sapore particolare che lascia in bocca note di liquirizia, e che diventano un superlativo accompagnamento ai formaggi e salumi tipici della tradizione lucana.

Oggi l’oliva nera di Ferrandina è un presidio Slow Food, pare che nella città le prime testimonianze legate alla tradizione di passire le olive nere infornandole, secondo un procedimento tradizionale, risalgano al 1700. Inizialmente, le olive nere venivano infornate in forni a legna, mentre dal 1910 vengono utilizzati degli essiccatoi ad aria calda.

Ferrandina


Il prosciutto di Marsicovetere

Il prosciutto di Marsicovetere è un prodotto di nicchia, frutto di una secolare tradizione e di saperi che si tramandano di generazione in generazione. Il suo sapore è  frutto di un clima favorevole unito ad una giusta percentuale di umidità e ad una stagionatura eseguita in sottani o cantine, che non necessitavano di areazione. Il prosciutto di Marsicovetere è un prosciutto crudo di montagna, genuino, dal gusto un pò più saporito, perché la salatura viene fatta artigianalmente. Il tipico sapore si deve anche al fatto che al momento della lavorazione il prosciutto viene poi cosparso con un impasto a base di sugna, pepe e peperoncino piccante macinato.

Caratterizzato da una particolare stagionatura che avviene a oltre 1000 m di altitudine, può arrivare fino a 22 mesi e avviene in particolari condizioni ambientali all’interno di locali interrati e antiche cantine delle abitazioni.

Per la sua produzione vengono utilizzati esclusivamente suini di piccola taglia, cresciuti da allevatori locali.

In quest’area il consumo della carne suina ha rappresentato per secoli l’elemento cardine dell’alimentazione. All’interno della maggior parte delle famiglie è rimasta viva l’abitudine di allevare uno o due capi di maiale come scorta di cibo per l’inverno, e vi sono testimonianze di come il prosciutto crudo locale fosse prodotto e avesse rinomanza già a partire dal IV secolo a.C.

Da ormai molti anni in agosto Marsicovetere ospita la sagra del prosciutto. Tenuta inizialmente sul monte Volturino, in concomitanza con la ridiscesa in paese della statua della Madonna dell’Assunta, la rassegna si è recentemente trasferita a valle, rivitalizzata nell’ambito delle numerose iniziative di agosto nella frazione di Villa d’Agri.

Marsicovetere

 


Il caciocavallo podolico lucano DOP

Il Caciocavallo podolico è quella varietà di caciocavallo prodotta esclusivamente con il latte delle vacche podoliche, cioè alllevate allo stato brado e solo in certi periodi dell’anno. Questa razza bovina viene allevata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia.

Questo formaggio è il simbolo della tradizione casearia del Sud Italia, un prodotto tipico della Basilicata più tradizionale e genuina.

Il Caciocavallo podolico è un formaggio a pasta dura, con molti anni di stagionatura (anche cinque, sei anni) che gli conferisce una serie di qualità organolettiche: profumi complessi, di pascolo e di macchia mediterranea, nonché una persistenza gustativa unica.

La sua è una forma tondeggiante come una scarmorza, con testina e legatura in rafia o in giunco. La crosta, nella fase iniziale di stagionatura è liscia, sottile e di colore giallo paglierino, con il tempo tende a divenire più dura e a scurirsi.

Il sapore, inizialmente dolce, burroso e delicato, diventa con il tempo piccante, caratteristico e aromatico grazie all’alimentazione, a base d’erbe selvatiche, delle vacche podoliche allo stato brado.

Ai fini del riconoscimento come prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP) il Caciocavallo podolico è stato aggregato al Caciocavallo Silano riconosciuto con il Reg. CE n. 1263/96, ai sensi del reg. CEE n.1107/96 del 12 giugno 1996; quindi questo provvedimento ha unificato le differenti varietà sotto un’unica tipologia di formaggio.

 

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Il Canestrato di Moliterno

Il Pecorino Canestrato IGP di Moliterno è una delle eccellenze della gastronomia lucana, ottenuto da latte ovino e caprino, dal sapore dolce il formaggio fresco e piccante e aromatico il formaggio stagionato. Il pecorino di Moliterno IGP è riposto in tipici canestri di giunco, dai quali prende il nome.

La fase di stagionatura deve avere luogo esclusivamente all'interno dei cosiddetti fondaci, ambienti freddi, secchi e ben areati presenti solo nel territorio del comune di Moliterno e situati ad una altitudine superiore ai 700 metri s.l.m. II fondaco si caratterizza per avere mura spesse 40 cm o più, con almeno due lati interrati e due aperture per il ricircolo dell'aria. In base alla durata della stagionatura il Canestrato di Moliterno IGP si distingue in Primitivo, stagionato fino a sei mesi; Stagionato ed Extra, quando la stagionatura si protrae rispettivamente fino ad un anno e oltre un anno.

Nel territorio di Moliterno la pastorizia e l'usanza di trasfor­mare il latte in formaggio hanno origini molto antiche, testimoniate da reperti archeologici risalenti al IV secolo a.C. Lo stesso nome della città potrebbe derivare dal latino mulgere, cioè "mungere".

Nel corso della rinomata sagra dedicata al Pecorino di Moliterno si può assistere anche alla “cagliata”, la  preparazione di formaggi freschi, che è possibile acquistare insieme ad altri prodotti tipici locali.

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Moliterno


Il Pecorino di Filiano DOP

il Pecorino di Filiano DOP è un gustoso formaggio ottenuto dalla lavorazione di latte di animali allevati al pascolo e fatto stagionare in caratteristiche grotte naturali che ne esaltano le proprietà organolettiche.

La crosta è caratterizzata dai segni dei tipici canestri in cui viene riposto il formaggio ed ha colore variabile dal giallo dorato al bruno scuro a seconda della stagionatura. Il sapore è dolce e delicato per il formaggio più fresco, mentre diviene leggermente piccante una volta raggiunta la fase minima di stagionatura e accentua tale caratteristica con l’avanzare dell’invecchiamento.

Nel comune di Filiano, da cui questo formaggio prende il nome, si tiene una sagra dedicata a questo prodotto, che ha superato i quarant'anni di età e che ogni anno a settembre attira visitatori da ogni punto della regione e non solo, con l’obiettivo di evocarne la storia e la tradizione e di valorizzarne la produzione.

L’antica arte della caseificazione, nel territorio di Filiano, si tramanda di generazione in generazione e non si limita al solo Pecorino a marchio DOP, dal momento che sono particolarmente apprezzati anche formaggio caprino, cacioricotta e ricotte stagionate.

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Filiano


L'Olio Extravergine di Oliva "Vulture" Dop

A dare un tocco in più ad ogni portata della cucina lucana è l’ottimo olio, che esalta e impreziosisce i sapori di qualunque piatto scelto.

Dal colore giallo ambrato con riflessi verdi, il profumo e il sapore fruttati, dal gusto leggermente dolce e mandorlato, ma anche amaro, quasi un po’ piccante, l'Olio Extravergine di Oliva “Vulture” Dop è ottenuto (70%) dalla frangitura della cultivar “Ogliarola del Vulture”, oltre che dalle altre varietà come la “Coratina”, la “Cima di Melfi” e la “Palmarola”.

Prodotto per lo più tra i comuni di Melfi, Rapolla, Barile, Rionero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa, l'olio extravergine del Vulture possiede singolari qualità organolettiche che ne esaltano ogni peculiarità, differenziandolo dagli altri oli anche per le origini vulcaniche del terreno.