Museo dell'Emigrazione Lucana

Musei Demoetnoantropologici

Un viaggio in un’altra Basilicata fuori dai confini regionali e nazionali alla scoperta del fenomeno dell’emigrazione, è ciò che offre il museo all’interno del castello federiciano di Lagopesole, sede tra l’altro del “Centro di documentazione Nino Calice”. Si tratta di un percorso multimediale articolato in quattro ambienti in cui si osserva la vita degli emigranti lucani ripercorrendo le loro traiettorie fino a rivivere l’atmosfera tipica delle navi in cui viaggiavano, con la riproduzione fedele di suoni e odori, tramite diffusori di essenze, nonché scene di naufragio. La visita si conclude nella sala “Ellis Islands” in cui tre grandi schermi touchscreen presentano i test somministrati dagli americani agli emigranti per consentire l’accesso al paese.


Museo del Brigantaggio

Musei Demoetnoantropologici

Nell’ex Grancia di Santa Maria degli Angeli, a Rionero in Vulture, il Museo del Brigantaggio espone le fasi e i personaggi salienti dell’intenso periodo storico post-unitario. Nel paese che diede i natali a Carmine Crocco, uno dei più noti briganti italiani, nell’antico carcere borbonico, è allestita anche una Sala in cui sono trasmessi brani dei film incentrati sul tema del brigantaggio, oltre ad una sezione dedicata ad approfondire gli aspetti economici e sociali, e due spazi interattivi che ospitano immagini e oggetti di “Briganti” e “Brigantesse”.


Museo della Memoria Savoia di Lucania

Musei Demoetnoantropologici

Il Museo presenta una sezione dedicata al movimento anarchico, un’altra alla storia del Fascismo narrata attraverso la collezione Vernotico. Un’altra, invece, presenta la controversa figura di Giovanni Passannante, colui che attentò alla vita di Re Umberto I di Savoia, nel 1878, con la proiezione del cortometraggio che ripercorre le fasi del processo che ne seguì.


Museo scenografico del costume e della civiltà rurale di Pignola

Musei Demoetnoantropologici

Nel Museo Scenografico del costume e della civiltà rurale di Pignola è forte la suggestione evocativa di simboli dell’universo rurale resa dalla mostra permanente di costumi popolari e tradizionali femminili.

Il museo è visitabile solo su prenotazione.


Museo delle tradizioni locali di Viggiano

Musei Demoetnoantropologici

Non un comune museo, ma uno spazio che guarda al passato avvalendosi delle innovative tecnologie del presente. Al piano terra del quattrocentesco convento di Santa Maria del Gesù, il MuVIG apre le sue porte a curiosi, nostalgici o amanti della cultura popolare. Oltre alla classica visita guidata, le sette sale espositive si prestano alla cosiddetta “realtà aumentata” fornendo al visitatore video o immagini con informazioni sull’utilizzo e il significato degli oltre trecento oggetti esposti.


Etnomuseo della Civiltà Arbereshe

Musei Demoetnoantropologici

L’edificio che ospita il museo è situato nel centro storico di San Costantino Albanese. Al piano terra trova posto la biblioteca di cultura albanese, la mostra iconografica del maestro Josif Droboniku, autore delle icone che ornano la Chiesa Madre del comune, e il Presepe Arbëreshe. Al primo piano, invece, è possibile visitare la collezione di oggetti della cultura materiale contadina, i preziosi costumi tradizionali arbëreshe e il telaio per la lavorazione e tessitura della ginestra.


Museo della cultura Arbereshe

Musei Demoetnoantropologici

Il Museo di San Paolo Albanese presenta lo straordinario patrimonio di tradizioni delle comunità arbëreshe che vivono nel territorio del Parco nazionale del Pollino da oltre cinque secoli. Oggetti, immagini, racconti, canti e filmati offrono ai visitatori un emozionante e imperdibile viaggio nella storia e nella cultura arbëreshe: dal ciclo di lavorazione della ginestra, agli oggetti di uso quotidiano, ai costumi, ai canti.


Museo della Torre

Musei Demoetnoantropologici

La torre normanna che ospita il Museo domina l’insediamento medievale fortificato di Satrianum fronteggiando il nucleo “religioso” composto dalla Cattedrale e dall’Episcopio.

Il primo piano della torre, che poggia sulla cisterna per la raccolta delle acque piovane, presenta un percorso museale immersivo alla scoperta delle risorse naturali, delle trasformazioni del paesaggio, con approfondimenti sulla rete viaria, l’economia e gli scambi. Il secondo piano della torre è dedicato alla cultura materiale – alimentazione, agricoltura e artigianato – e si completa con un approfondimento su religiosità e ritualità, dall’era precristiana al medioevo. Il terrazzo della torre si apre all’avvistamento, tra terra e cielo, presentando elementi di geostoria riferiti al vasto territorio dominato dalla fortezza, oltre a consentire nelle ore notturne l’osservazione delle stelle con un potente telescopio.

www.torresatriano.it


Museo delle Antiche Genti di Lucania e siti di Serra e Rossano

Musei Demoetnoantropologici

Dal 2006, il territorio di Vaglio ospita il Museo delle Antiche Genti di Lucania che, a scopo didattico, propone ricostruzioni, virtuali e a grandezza naturale, dei principali contesti archeologici con fedeli riproduzioni dei materiali. Fondato  secondo la concezione di “museo diffuso”, il museo di Vaglio integra il percorso nei siti archeologici di Serra e Rossano.

Quest’ultimo presenta un’area sacra con al centro un santuario extra urbano dedicato alla dea Mefitis (divinità delle acque molto venerata), fondato nella seconda metà del sec. IV a.C. e frequentato fino alla prima Età romana. Sul monte Serra San Bernardo, in contrada Serra di Vaglio, sono stati rinvenuti, invece, resti di un abitato antico le cui origini risalgono all’VIII secolo a.C. con reperti e terrecotte databili dal sec. VI al IV a.C. derivanti da modelli magnogreci.

Valorizzando le risorse locali, nell’ottica della più innovativa idea di museo territoriale, il Museo delle Antiche Genti di Lucania espone, a scopo didattico, ricostruzioni virtuali di reperti e siti archeologici, favorendo così una migliore conoscenza del patrimonio culturale in maniera del tutto innovativa.

 

 


Il Museo dell’olio di Colobraro

Musei Demoetnoantropologici

Il Museo dell’olio di Colobraro, risalente alla fine dell’800, si trova all’interno di un antico  frantoio appartenente alla famiglia Gialdino.

Di tipo tradizionale e discontinuo con un sistema di estrazione a pressione, consta di una serie di macchinari che costituiscono preziose testimonianze di un mondo agricolo in estinzione: la molazza a tre macine in pietra, il torchio a vite e la pressa idraulica (entrambi con fiscoli), ziri, giare, strumenti di peso e di misura, vari utensili e suppellettili.

Vengono proposte varie attività: visite guidate museali, degustazione di prodotti tipici lucani, visite e laboratori didattici da parte delle scuole, vendita di olio evo e assaggi di olio in purezza accompagnati da una lezione sulle proprietà organolettiche dell’olio extra vergine di oliva.

Le attività proposte hanno quindi l’obiettivo di promuovere la corretta cultura dell’olio extra vergine di oliva  trasmettendo il concetto di “qualità” nelle tecniche agronomiche e nei tempi di raccolta, così come nelle tecnologie di estrazione e di conservazione.

 

Per prenotare la visita al Museo dell’olio telefonare al numero 339/5419966

Referente: Dott.ssa Giusi D’Oronzio iscritta all’Elenco nazionale dei tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extra vergini

Email museodelloliocolobraro@gmail.com

Indirizzo: Via Firenze sns Colobraro Matera

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