Itinerario a cavallo Venosa – Metaponto | 5 giorni

Itinerari

Un itinerario intenso, suggestivo, vario, che porta ad attraversare la Basilicata in tutta la sua lunghezza nella parte orientale, a nord a sud, percorrendo terre assolate dove il calcare bianco e rossiccio dialoga con l’oro dei campi di grano, dove si alternano gole e gravine a lame e canali, doline e tratturi. E poi incrociare le antiche vie come l’Appia, l’Herculea, le vie profumate dell’olio e del vino, percorsi d’arte e natura, impreziositi da siti archeologici e masserie fortificate.

Primo giorno
Si muove da Venosa percorrendo i primi 35 km sulla SP 168 e sulla la SP 6 in direzione Genzano di Lucania, antico insediamento romano arroccato su uno degli speroni da cui è possibile scorgere tutta la vallata sottostante, l’incantevole Valle del Bradano.

 

Secondo giorno
Ci si fonde quindi per ben 30 km con l’oro dei campi di grano seguendo la SP 33, la SS 96 bis e infine la SP 209 fino ad arrivare a Irsina, cittadella in cui è ancora forte la traccia del passato medioevale richiamato dall’antico borgo e dalle mura di cinta. Ci si perde da questa altura nel panorama riempito dai colori della natura che accompagna i fiumi Bradano e Basentello. È ora di fare una seconda sosta, farsi coccolare dalle tipicità del luogo e dar modo ai cavalli di recuperare le forze per la seconda parte del viaggio.

 

Terzo giorno
Mancano circa 50 km per giungere a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, raggiungibile seguendo dapprima la SS 655 e poi la SP 8. Lì è necessario pernottare per riprendere le energie necessarie al proseguimento del viaggio.

 

Quarto giorno
Si riprende pertanto l’indomani la SP 3, costeggiando il Parco della Murgia alla volta di Montescaglioso, nota anche come “Città dei Monasteri” per la presenza di quattro grandi complessi monastici tra cui l’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo.

 

Quinto giorno
Una volta attraversato questo vero e proprio scrigno di tesori culturali e religiosi, ci si può avviare verso una nuova conquista, Bernalda, un borgo di indubbia suggestione dove poter ammirare le vestigia del passato. Ormai lo Ionio è sempre più vicino, si fa più intenso l’odore del mare, i colori cambiano, diventano più leggeri, le spiagge di Metaponto sono dietro l’angolo…pochi chilometri e sarà possibile cavalcare sulle onde sabbiose della costa ionica.


Itinerario a cavallo Matera - Pollino | 3 giorni

Itinerari

Andare a cavallo per Matera e apprezzarne il suo fascino dettato dalla spettacolare composizione dei Sassi. È qui che prende il via questo andare a cavallo per Matera, nella Basilicata dell’est, per poi spostarsi in direzione sud-ovest alla conquista delle cime del Pollino.

Primo giorno
È consigliabile partire dopo una lauta colazione, magari fissata presso uno degli agriturismi immersi in quel di Matera, in modo da avere tutte le comodità per preparare i cavalli e in più godersi lo spettacolo urbano in parte invaso dalla natura dell’est della Basilicata. Si cerca il passo verso il lago di San Giuliano seguendo la SS 7 e attraversando il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, conosciuto come Parco della Murgia Materana. Si va avanti fino a incrociare con lo sguardo la sagoma del Castello del Malconsiglio che, eretto su una collina, anticipa l’arrivo al comune di Miglionico. Ora ci si può lasciare andare al galoppo costeggiando la SS 7 per circa 40 km lungo la Val Basento fino a Ferrandina, dove diventa necessario pernottare per far riposare i cavalli.

Secondo giorno
Il secondo giorno si parte sulla SP. Ferrandina/Stigliano con una breve deviazione presso il “paese fantasma”, Craco, che in lontananza somiglia a una scultura di origini medioevali. Qui si possono già intravedere gli impressionanti calanchi che circondano Aliano, sede del confino di Carlo Levi. Usciti da Aliano si ritorna sulla SP 4 verso la verdeggiante Missanello, località ideale per fermarsi a degustare i piatti tipici locali prima di approdare alla “città del vino”, Roccanova.

Terzo giorno
Si intercetta la SS 598 e si attraversa Roccanova, ultimo comune alle porte del Parco Nazionale del Pollino. Siamo nel Parco Nazionale del Pollino. Si costeggia Castronuovo Sant’Andrea e si prosegue verso Chiaromonte con una breve sosta sul Lago di Monte Cotugno, la più capiente diga in terra battuta d’Europa. A seguire, il percorso si dinamicizza, con la discesa verso il fiume Sinni succeduta da un tratto in salita verso il Monte Caramola, a 1.100 mt s.l.m, e finalmente con il traguardo, presso San Severino Lucano, raggiungibile tramite la SP 4. Il luogo è mèta di pellegrinaggi dedicati alla Madonna del Pollino ma è anche una location ideale per trascorrere la giornata in piena natura, en plein air, lontano dai rumori e dai ritmi frenetici della quotidianità, osservando i cavalli che allevati allo stato brado si muovono con estrema libertà su un terreno rivestito dal bosco Magnano e bagnato dai due torrenti Frido e Peschiera.


Itinerario a cavallo Brindisi di Montagna - Laurenzana- Brindisi di Montagna | 2 giorni

Itinerari

A cavallo a Brindisi di Montagna. Ci attende così un nuovo scenario, caratterizzato dalle suggestioni provenienti dall’incredibile e rara bellezza naturalistica che rende unico l’itinerario, ma non solo.  Una pagina della storia italiana e di quella lucana che “letta” a cavallo del proprio destriero può lasciare un segno ancor più profondo, indelebile.

Primo giorno
Brindisi di Montagna segna il via dell’iter diviso in due direttrici principali. I viaggiatori in sella ai propri cavalli lasciano il piccolo comune e si dirigono verso Laurenzana, dove è possibile effettuare l’unica sosta lunga del viaggio, attraversando prima una serie di comuni incastonati tra le dolomiti lucane o immersi nel verde o, ancora, nascosti nei fitti boschi. Prima tappa, dopo circa 16 km, Trivigno. Si prosegue per altri 15 km su un antico tratturo che affianca la SP 16 e che prosegue sulla Interpoderale Santa Croce Camastra congiungendo Pietrapertosa e Castelmezzano. Andando avanti sui sentieri inebriati dal profumo selvatico delle cortecce di castagni, tigli e olmi, si raggiunge Accettura. Si tratta di un paesino totalmente immerso nel verde, noto per la festa patronale “Il maggio di Accettura”. Una trentina di chilometri in direzione ovest, tra i faggeti che delimitano il Parco Gallipoli Cognato, separano i viaggiatori da Laurenzana, dove li attende il meritato riposo.

Secondo giorno
Il giorno seguente si inaugura la seconda parte del viaggio lanciandosi al galoppo tra colori e sorprendenti scorci paesaggistici del Parco Nazionale dell’Appennino lucano, in direzione SS 92, alla volta di comuni quali Calvello, Abriola (SP 16) e Pignola (SP 5), per terminare poi il tratto a Rifreddo, località suggestiva che nasce all’interno di un bosco e in cui è possibile fermarsi per assaporare le delizie locali e recuperare le energie per scendere verso Brindisi di Montagna e rientrare in Grancia, sempre seguendo la SP 92.


Itinerario a cavallo Melfi - Maratea | 7 giorni

Itinerari

L’itinerario a cavallo per Melfi, fino a Maratea, è una vera e propria full immersion nella Basilicata culturale e naturalistica della durata di ben 7 giorni.

Primo Giorno
Punto di partenza è Melfi, la città federiciana, sita al nord della Basilicata e sede tutt’oggi del castello normanno in cui Federico II di Svevia trascorreva le vacanze estive dilettandosi a praticare, nelle fitte foreste del Vulture, il suo hobby preferito, la falconeria. La città è ulteriormente impreziosita dalla presenza di straordinarie chiese rupestri come quelle di Santa Margherita e Santa Lucia, risalenti al XIII sec, o come la cattedrale gotica di Santa Maria Assunta. Dalla Contrada Toppo Sant’Agata si procede sulla SS 303 fino al km 89, dove un sentiero segna la fine del breve excursus nel borgo melfese e consente di inoltrarsi nel verde dell’area del Vulture. Dopo 12 km è possibile infatti intercettare via Fontana Castagno, attraversare il bosco in direzione SP 167 e conquistare dopo circa 10 km la vista del Laghi di Monticchio.

Secondo giorno
Si prosegue su un tratturo che affianca la SP 167 in direzione Sant’Andrea di Atella. Faggi e roveri accompagnano la passeggiata a cavallo per circa 7 km terminando nella Valle di Vitalba. Giunti qui, si scende a ovest verso la Fiumara di Atella percorrendo la parallela verde della SP Atella Montesirico. Risuona forte l’eco storica emanata dai vicini castelli di Melfi e Lagopesole che imponenti dominano le vallate, circondati da fitti boschi che conferiscono loro un’aria di mistero.

Terzo giorno
Lasciata la valle si comincia a salire verso il Monte Carmine imboccando i sentieri che si snodano tra i boschi e costeggiando la SS 93 direzione Filiano-Lagopesole. Si arriva così al suggestivo santuario della Madonna del Carmine. Un panorama mozzafiato impreziosisce il luogo sacro e mostra il tratto da percorrere per raggiungere il Lago Nettuno nel comune di Avigliano. Ancora una quarantina di chilometri seguendo la SP 112, poi la SP 50 che attraversa località Frusci e, infine, nuovamente la SP 112 ed ecco comparire il capoluogo lucano, Potenza. Cittadina montuosa situata su un rilievo appenninico a 816 m s.l.m., Potenza è il capoluogo più elevato d’Italia. Nata nell’alta valle del fiume Basento, Potenza si presenta infatti circondata da aree boschive e alte cime facilmente raggiungibili, come ad esempio località Rifreddo, una piccola frazione di Pignola, paesino in provincia di Potenza, a ovest della città, dove i cavalieri potranno fermarsi e ristorarsi. In particolare, seguendo un breve sentiero che attraversa il bosco di Rifreddo, scendendo di qualche chilometro sul livello del mare, si arriva a Pignola, la cui Chiesa Madre custodisce alcune tele del Pietrafesa. Girando tra le frazioni alte del paesino è possibile fare pausa nelle aree pic-nic, praticare il bird-watching o, ancora, nel periodo invernale, usufruire delle piste da sci di Sellata-Pierfaone, a 1744 m. s.l.m., ambiente ideale, quest’ultimo, anche per gli amanti di mountainbike o di trekking nelle altre stagioni. Più a valle, invece, l’oasi naturale del Pantano consente lunghe passeggiate attorno all’omonimo lago e visite guidate tra le specie di animali e volatili ospiti della sede locale del WWF.

Quarto giorno
Riprendiamo il nostro viaggio a cavallo. Si lascia Pignola in direzione Sellata-Pierfaone sulla SP 5 e si sale fino ad Abriola. Territorio aspro e roccioso, banco di prova per il binomio cavaliere/cavallo, superato il quale si inizia a scendere verso Marsico Nuovo, attraversando prima il territorio di Sasso di Castalda, dove sarà difficile resistere al fascino dell’esperienza del “Ponte alla Luna”, un ponte tibetano intitolato al lucano Rocco Petrone, ingegnere del team NASA Apollo 11 che per primo toccò il suolo della Luna. Installato tra le vette del comune di Sasso, il Ponte, percorribile con apposita imbracatura, promette brividi e adrenalina a cui pochi riescono a sfuggire. Dopo aver ravvivato il viaggio con esperienze di vario genere, si arriva finalmente a Marsico, centro pre-ellenico ricco di reperti archeologici, palazzi settecenteschi e numerose chiese tra cui spiccano il santuario di Santa Maria di Costantinopoli e la cattedrale di San Giorgio.

Quinto giorno
A seguire, la Val d’Agri, raggiungibile in 47 km seguendo la SS 598. Variegata coi suoi sentieri impervi e difficoltosi che si alternano a scorci naturalistici di una bellezza disarmante, la zona si presenta con un susseguirsi di piccoli comuni immersi nel verde, con tradizioni gastronomiche invitanti che affievoliscono quel senso di stanchezza, tipico del viaggiatore, e riscaldano gli animi. Dopo aver assaporato i prodotti tipici del luogo e fatto riposare i cavalli, ci si lancia alla volta di Lagonegro, piccolo borgo antico situato alle falde del Monte Sirino, nella Valle del Noce. Ma per raggiungerlo sarà necessario percorrere la SS 276, la SP 103 e la SP 26.

Sesto giorno
Ormai il traguardo è vicino. Si attraversano le ultime montagne seguendo la SP 585 e toccando i comuni medioevali di Rivello e Trecchina, nota come “la città giardino” quest’ultima, per il verde delle aiuole che la riempiono e la colorano e per la vegetazione boschiva e floreale che le fa da cornice. Un coacervo di suggestioni viene sprigionato da questi luoghi incantati dove sembra che il tempo si sia fermato. Qualche curva ancora per arrivare in località Passo la Colla, ed ecco conquistato il belvedere con vista sul Golfo di Policastro.

Settimo giorno
La discesa verso Castrocucco di Maratea lascia intravedere il mare cristallino che caratterizza la “Perla del Tirreno”, sorvegliato e protetto dall’imponente e sontuosa statua del Cristo Redentore, posta sullo sperone del Monte San Biagio, altro punto strategico per ammirare la bellezza della costa. Giunti a Castrocucco, i cavalieri potranno scegliere di pernottare in bungalow collocati sulla spiaggia ripagandosi della fatica fatta per raggiungere il mare della splendida Maratea.


Itinerario a cavallo Valle di Vitalba - San Fele/Muro Lucano - Valle Di Vitalba | 2 giorni

Itinerari

Equiturismo nella Valle di Vitalba. Si tratta di un itinerario circolare disegnato nella parte nord-occidentale della regione, percorribile in due direzioni opposte con la possibilità di scegliere quale dei due versanti indistintamente affrontare per primo.

Direzione Valle di Vitalba - Atella

Primo giorno
Punto di partenza, Atella. Una scelta comoda pensata per il supporto offerto dalle strutture in zona oltre che per la vista incoraggiante della vallata che si allontana fino ad essere interrotta dalle pendici del Monte Vulture. Attraversando la fiumara di Atella, in direzione est, si prosegue in direzione San Fele. Le acque in questo percorso giocano un forte ruolo. Presenti sotto forma di fiumiciattoli o cascate, rendono dinamica la passeggiata e bucoliche le aree di sosta, dipingendo un habitat più a misura dei cavalli. Dopo un primo tratto nel verde apparentemente sconfinato si arriva al guado della fiumara di Inforchia, non molto distante dall’omonima frazione, e costeggiandola si giunge ben presto al viadotto denominato “33 ponti”. Ad attendere i viaggiatori ora, il bosco di Bucito. Lasciando il bosco alle spalle, ci si ritrova davanti ai tre comuni che occupano la vallata: Ruvo del Monte, Rapone e San Fele, incastonato tra le vette del Monte Castello e del Monte Toretta. La suggestione del momento viene rotta dopo pochi metri dall’abilità richiesta dal secondo guado, quello del torrente Bradano, seguito da un tratturo che restituisce al viaggio un’aurea bucolica resa più intensa dalla sensazione di quiete trasmessa dalla storia che quel tratturo porta con sé. Nota come ‘via del grano’, veniva intrapresa solitamente per trasportare il grano ai numerosi mulini situati lungo il Bradano. Finalmente ci si avvicina al comune di San Fele. Una volta usciti dal centro abitato di San Fele, ecco che si spalanca dinanzi agli occhi lo splendido paesaggio che vede protagoniste le cascate! Questa dimensione suggerisce una sosta più lunga, magari con pernottamento in modo che anche i cavalli possano godere del meritato riposo prima di riprendere il viaggio.

Secondo giorno
La seconda parte del viaggio si apre invece con un’allegra passeggiata a cavallo verso i 1200 metri di quota con la conquista del Monte Pierno, sede di uno dei due santuari mariani più grandi della zona. Procedendo sulla fascinosa altura ci si inoltra in una foresta di faggeti, fitta, rigogliosa, secolare… Qui, a tracciare il sentiero sono delle neviere, antiche costruzioni concave interrate, rivestite con consistenti strati di paglia e terra e adibite a riserva idrica. Si affronta il crinale, riempiendosi gli occhi di tutto ciò che regala la vista della valle del Melandro sulla destra e del Vulture sulla sinistra, osservando al contempo mandrie di podoliche che indisturbate pascolano nei prati circostanti. Si raggiunge così il noto Santuario, avvolto da una rigogliosa vegetazione che si ritrae solo per lasciare spazio alle numerose sorgenti d’acqua. Ancora pochi chilometri tra terreni coltivati e si giunge al castello di Sant’ Ilario, frazione di Atella.

Direzione: Valle di Vitalba – Muro Lucano

Primo giorno
Scegliendo di percorrere il tratto nella seconda direzione, si parte sempre dalla Valle di Vitalba ma in direzione Sant’Ilario, si imbocca la SP Inforchi e la si percorre per circa 9 km. Alle spalle troneggia il Castello di Lagopesole, dominante su tutta la vallata, e il Vulture in lontananza. Da Sant’Ilario sono necessari altri 7 km per approdare a San Cataldo attraversando un sentiero immerso nel bosco e costeggiando le vecchie terme, in prossimità sempre della SP Inforchia. Ancora boschi da attraversare per circa 10 km seguendo la SP Inforchia fino a intersecare la SP Bosco della Pietra. Altri 5 km in sella ed ecco innalzarsi dinanzi agli occhi il Monte Santa Croce. L’aria si rinfresca, la passeggiata sui 1407 m s.l.m. acquisisce un ritmo diverso, più incalzante. Si procede ora verso la SP 14 con l’obiettivo di giungere all’abitato di Bella. Qui, dallo scalo ferroviario sarà facile e piacevole intraprendere un percorso di soli 2 km nella Fiumara di Muro. Consigliabile una sosta nel paese di Muro Lucano, un borgo molto suggestivo caratterizzato dalle case incastonate nella roccia.

Secondo giorno
L’indomani ci si incammina verso il Lago artificiale di Muro per seguire poi la SS 7 fino a Castelgrande. Dal comune di Castelgrande la SS 7 guiderà i cavalieri per qualche chilometro in direzione nord est dove un bivio li immetterà sulla destra in direzione San Fele.


Itinerario in moto Matera - Policoro

Itinerari

Matera - Policoro: itinerario Natura e Cultura

Da Matera alla Costa Ionica

Legenda

L’itinerario parte da Matera, la città dei Sassi. Terra magica, dove passato e futuro si rincorrono intrecciandosi in un vortice di bellezza, in grado di catapultare l’ignaro visitatore in una dimensione al di fuori del tempo.
Seconda tappa è Montescaglioso. Inserita nell’area archeologica del Parco delle Chiese rupestri del Materano, Montescaglioso è conosciuta come città dei Monasteri per la presenza di quattro complessi monastici. Tra questi, emerge l’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, uno dei più importanti centri di cultura e spiritualità monastica del sud Italia
Metaponto, piccolo centro balneare situato sulla costa Jonica, sorge sulla pianura del Metapontino, tra i fiumi Bradano e Basento. Oggi Metaponto fa parte di una vasta area archeologica nella quale sorge il Tempio delle tavole palatine, dedicato alla divinità mitologica Hera, i resti del tempio si compongono di 15 colonne, in origine 32, e capitelli di ordine dorico. Un tempo era anche chiamato “Scuola di Pitagora” a ricordo del grande filosofo Pitagora, che visse e operò a Metaponto fino al 490 a.C.
Prima di raggiungere la costa Ionica, si arriva a Craco, che immerso nel silenzio dei calanchi, circondato da un paesaggio quieto e suggestivo, sorge su una collina a pochi chilometri da Matera. Chiamato il paese fantasma perché disabitato, attrae per la sua immagine di luogo senza tempo. Percorribile solo a piedi, accompagnati da una guida, oggi è possibile visitare il piccolo borgo abbandonato, muniti della Craco Card, una carta d’ingresso, rilasciata dall’amministrazione comunale locale.
Tappa successiva è Aliano, che circondato dal paesaggio aspro e suggestivo dei calanchi, si presenta arroccato su uno sperone argilloso dal quale domina la Valle dell’Agri e il torrente Sauro. Aliano viene ricordato per essere stato il luogo in cui Carlo Levi trascorse il suo periodo di confino, dal 1935 al 1936, e per aver ispirato le pagine più belle del celebre libro “Cristo si è fermato ad Eboli”.
Valsinni, sospesa tra mare e monti, ai confini con la Calabria, i vicoli concentrici del centro storico, comunicanti tra loro grazie ai caratteristici “gafii”, cioè passaggi coperti a volta, e l’atmosfera del Parco Letterario dedicato alla poetessa lucana, regalano ai visitatori suggestioni tali da consentire al Touring Club Italiano di assegnare a Valsinni la bandiera arancione, simbolo di qualità turistico-ambientale.
Infine nella fertile e soleggiata pianura metapontina, bagnata dal mar Ionio, si raggiunge Policoro, il cui nome in greco antico vuol dire “spazioso”. Attualmente è una delle città più grandi ed economicamente importanti della provincia di Matera. Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, con il Santuario di Demetra e il Tempio di Dionisio, la natura incontaminata del Bosco Pantano e le dorate spiagge della costa ionica, sono solo alcune delle immancabili tappe turistiche che fanno da cornice ad una “giovane” antica colonia greca.


Itinerario a cavallo Valle di Vitalba - Melfi - Valle di Vitalba | 3 giorni

Itinerari

Attraversare a cavallo il Vulture Melfese, fino all’Alto Bradano,. Un tuffo nel passato attraverso un territorio ricco di storia, un’immersione nei colori cangianti e brillanti che segnano le stagioni, un viaggio tra monumenti grandiosi e paesaggi unici! Tutto ciò è possibile.

Primo giorno
Punto di partenza Atella, antico insediamento romano dal quale si punta verso Lagopesole costeggiando la SS 93 per circa 15 km e passando prima per l’agro di Filiano. Girando per Filiano si è rapiti dal fascino della grotta-riparo sotto roccia, esattamente in contrada Tuppo dei Sassi, caratterizzata da pitture preistoriche. Una volta giunti al Castello di Lagopesole, invece, è d’obbligo un giro nella grande tenuta di caccia di Federico II, all’interno della quale è possibile visitare il Museo dell’emigrante e il Museo narrante e, d’estate, assistere alla proiezione Il mondo di Federico II. Ci si rimette a cavallo, quindi, per altri 15 km tenendo come riferimento sempre la SS 93 alla volta di San Giorgio di Pietragalla, dove a catturare lo sguardo questa volta è il Parco Urbano dei Palmenti. Un invitante tratturo rurale conduce i viaggiatori a San Nicola di Pietragalla. Da qui, affiancando la SS 169 e la Sp 6 si raggiunge, dopo 32 km, Acerenza “città cattedrale”, dov’è necessaria a questo punto del viaggio, una tappa con pernottamento.

Secondo giorno
Si riparte per Forenza, mèta raggiungibile tramite la SP 10, dove è possibile ascoltare leggende sui Templari o, addirittura, riviverle se si capita nel mese di agosto, quando a narrarle sono i cortei storici che si snodano tra le stradine del paese. Si sfiorano Maschito e Ginestra continuando sulla SP 10 fino ad arrivare infine a Venosa, altro centro lucano ricco di storia e celebri monumenti.

Terzo giorno
Ci si dirige a questo punto, seguendo la SS 93 per circa 50 km, nel cuore del Vulture, nella città federiciana per eccellenza, Melfi. Da Melfi il viaggio prosegue per una ventina di km a fianco alla SS 93 fino a Ripacandida, dove il Santuario di San Donato, con i suoi affreschi assimilati a quelli della Basilica Superiore di Assisi, è grande mèta di pellegrinaggi e oggetto di devozione popolare. Ci si incammina poi verso Ginestra e, a seguire, Barile. Da Barile si segue la SP 90 per un paio di chilometri fino a incrociare la SS 93. Ci vogliono 3 km per avvicinarsi al traguardo attraversando la “capitale dell’Aglianico”, Rionero in Vulture, sede di innumerevoli cantine censite e scavate nel tufo. Il Museo di Storia Naturale e l’avvolgente versante naturalistico conducono inevitabilmente i viandanti presso Monticchio, frazione di Rionero nota per i suoi splendidi laghi di origine vulcanica incastonati nei crateri occidentali del Vulture, vulcano ormai spento. La bellezza naturale del posto unita al fascino delle leggende che lo contornano, conferiscono all’ambiente un tocco particolarmente suggestivo, trattenendo piacevolmente i visitatori coi loro cavalli poco prima di raggiungere la mèta del viaggio, Atella, punto in cui il percorso si chiude mantenendo come riferimento ancora la SS 93 in direzione sud per circa 6 km.


Itinerario in moto Matera - Melfi

Itinerari

Matera - Melfi, itinerario Cultura

Da Matera a Melfi, tra luoghi della cultura e natura incontaminata

Legenda

L’itinerario parte da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. A pochi chilometri dalla città si trova la Cripta del Peccato Originale, si trova la più antica e pre- stigiosa testimonianza di patrimonio rupestre dell’ Italia meridionale, La Cripta del Peccato Originale, conosciuta anche coma “Grotta dei Cento Santi”. Per le sue pareti ricche di scene pittoriche impreziosite da fiori e altri elementi, viene definita “la Cappella Sistina dell’Arte rupestre”
Irsina, località di arte e cultura, viene considerata “La cittadella degli Archivi” perché conserva un ricchissimo patrimonio documentario di diversa tipologia presso l’Archivio Diocesano, l’Archivio storico Comunale, l’Archivio Nugent e l’Archivio D’Amato Cantorio.
Proseguendo verso nord, si trova Acerenza, un delizioso centro medievale classificato a ragione tra i Borghi più belli d’Italia, noto per la sua cattedrale, imponente e maestosa all’interno del centro storico, viene definita Città Cattedrale. Un monumento di interesse nazionale, risalente all’XI secolo, attorno al quale si sviluppano case, vicoli, piazzette e scalinate
Tappa successiva è Venosa, città di Orazio, un angolo della Basilicata circondato da alture e vegetazione spontanea, ubicato nell’area vulcanica del Monte Vulture. Da visitare lo splendido castello aragonese costruito per volere del Duca Pirro del Balzo, nel 1470. Al suo interno, nei sotterranei, risiede il Museo archeologico nazionale di Venosa. Tra i luoghi di notevole rilevanza storica il Parco Archeologico e le catacombe ebraiche.
Ripacandida, costruito sulle pendici di una roccia nella zona del Vulture, si contraddistingue per le sue case bianche di calce. Questo piccolo centro può essere considerato uno dei più importanti luoghi di culto della Basilicata per la presenza dell’antichissimo santuario di San Donato vescovo.
Penultima tappa del tour, i Laghi di Monticchio, un incantevole luogo di attrazione turistica collocato nella zona del Vulture composto da due laghi di origine vulcanica, uno maggiore e uno minore. Denominati I gemelli del Vulture, entrambi di forma ellittica, hanno la temperatura più elevata dei laghi d’Italia.
Il percorso termina a Melfi, una splendida città che si caratterizza per la presenza di uno dei castelli medievali più belli d’Italia,  posto in posizione dominante sul centro abitato.


Itinerario in moto Maratea - Scanzano Ionico

Itinerari

Maratea - Scanzano Ionico, itinerario Natura e Cultura

Dalla Costa Tirrenica alla Costa Ionica, passando per il Parco dell'Appenino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese

Legenda

L’itinerario parte da Maratea, unico sbocco lucano sul mar Tirreno, con la sua bellezza, si affaccia prepotentemente sul Golfo di Policastro, tra Campania e Calabria. Con 32 km di pura bellezza, Maratea coniuga una costa frastagliata, ricca di incantevoli insenature e ricercate spiaggette, con la vegetazione incontami- nata delle imponenti montagne.
Spostandosi verso l’entroterra si raggiunge Tramutola. Passeggiando per le strette stradine del centro storico, si possono ammirare i portali degli antichi palazzi nobiliari e le piccole sculture in pietra che li adornano, raffiguranti donne, simbolo di fertilità.
A pochi chilometri si trova Viggiano, compreso nell’area naturale del Parco dell’Appennino Lucano e circondato da un’atmosfera magica fatta di boschi con numerose essenze e da una fauna ricca e varia. Identificata come la Città dell’arpa e della musica, Viggiano è il fulcro di un’antica tradizione musicale di grande fascino, quella appunto dell’Arpa popolare italiana.
Tappa successiva è Aliano, che circondato dal paesaggio aspro e suggestivo dei calanchi, si presenta arroccato su uno sperone argilloso dal quale domina la Valle dell’Agri e il torrente Sauro. Aliano viene ricordato per essere stato il luogo in cui Carlo Levi trascorse il suo periodo di confino, dal 1935 al 1936, e per aver ispirato le pagine più belle del celebre libro “Cristo si è fermato ad Eboli”
Prima di raggiungere la costa Ionica, si arriva a Craco, che immerso nel silenzio dei calanchi, circondato da un paesaggio quieto e suggestivo, sorge su una collina a pochi chilometri da Matera. Chiamato il paese fantasma perché disabitato, attrae per la sua immagine di luogo senza tempo. Percorribile solo a piedi, accompagnati da una guida, oggi è possibile visitare il piccolo borgo abbandonato, muniti della Craco Card, una carta d’ingresso, rilasciata dall’amministrazione comunale locale
Penultima tappa del tour prima di raggiungere la costa è Tursi, la città di Albino Pierro e il Santuario di Maria S.S. di Anglona a pochi chilometri.
Nella fertile e soleggiata pianura metapontina, bagnata dal mar Ionio, sorge Policoro, il cui nome in greco antico vuol dire “spazioso”. Attualmente è una delle città più grandi ed economicamente importanti della provincia di Matera. Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, con il Santuario di Demetra e il Tempio di Dionisio, la natura incontaminata del Bosco Pantano e le dorate spiagge della costa ionica, sono solo alcune delle immancabili tappe turistiche che fanno da cornice ad una “giovane” antica colonia greca.
Ultima tappa dell’itinerario è Scanzano Jonico, il più giovane comune della provincia di Matera. Per il clima mite e per la fertilità del suolo, Scanzano Ionico è caratterizzato da estese piantagioni di agrumi, kiwi e ortaggi, tanto da guadagnarsi l’appellativo di piccola California del sud. Di notevole pregio naturalistico sono le dune ricche di macchia mediterranea e le suggestive tartarughe marine che ogni anno scelgono le incontaminate spiagge ioniche per deporvi le uova.


Itinerario in moto Potenza - Satriano di Lucania

Itinerari

Potenza - Satriano di Lucania: itinerario Natura e Cultura

Alla scoperta del Castello di Lagopesole, le Cascate di San Fele, Muro Lucano e la Valle del Melandro.

Legenda

L’itinerario parte da Potenza, capoluogo di regione. Percorrendo la Potenza-Melfi si raggiunge il Castello di Lagopesole, posizionato strategicamente su di una collina a controllo dell’antica via Herculea. Residenza di caccia dell’imperatore Federico II di Svevia, il castello di Lagopesole racconta, con i suoi fregi e i suoi variegati elementi architettonici, un’alternanza di fasi costruttive.
Procedendo in direzione Melfi si raggiunge il comune di San Fele, situato nella zona più a Nord della regione Basilicata che sorge lungo le pendici del Monte Castello e Monte Torretta, a 872 metri s.l.m. Poco distante dall’abitato un ampia area di castagneti e faggi che fanno da sfondo ad una delle più affascinanti risorse naturalistiche della Basilicata, le famose cascate di San Fele.
Tappa successiva dell’itinerario è Muro Lucano, che, menzionato fra i cento paesi più belli d’Italia, cattura l’interesse per le sua bellezze artistiche e paesaggistiche. Le piccole case di Borgo Pianello fanno da cornice al magnifico castello medievale.
Procedendo verso il capoluogo, si arriva a Balvano, il cui castello, posto in posizione dominante su uno sperone di roccia, conserva i resti di due torri-vedetta appartenenti all’impianto originario. Dal Castello si snoda l’antico bor- go dove risiedono numerosi edifici storici.
Tappa successiva è il borgo di Sant’Angelo le Fratte, il cui nome, in origine Castrum Sancti Angeli de Fratis, indica il forte legame della gente del posto al Santo Patrono Arcangelo Michele e alla montagna spaccata Carpineto, l’imponente massa rocciosa che sovrasta il paese. Con le sue oltre 100 cantine scavate nella roccia, ancora oggi utilizzate dalla gente del posto per conservare vino e formaggio, viene chiamato il Paese delle Cantine.
Punto d’incontro tra la Val d’Agri e la valle del Melandro, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, circondato da un’immensa ricchezza ambientale e paesaggistica, sorge l’antico borgo medievale di Brienza. In posizione dominante è collocato l’imponente castello “Caracciolo”, che secondo un’antica tradizione il castello si compone di 365 stanze.
Penultima tappa dell’itinerario è il piccolo comune di Sasso di Castalda che sorge sulle asperità dell’Appennino lucano, a 940 metri s.l.m, così chiamato per la presenza di un grosso masso roccioso a protezione del centro abitato. Per ammirare e respirare questi luoghi dall’alto, sospesi a 100 metri di altezza, si può per- correre a piedi, il ponte tibetano “Ponte alla Luna”, lungo 300 metri, sulle sponde del Fosso Arenazzo.
Infine, adagiato nella Valle del Melandro, a circa 653 metri s.l.m, Satriano di Lucania sorge nell’Appennino Meridionale sulle pendici di tre rocce, il Castello, il Piesco e la Madonna della Rocca. Il piccolo borgo di origine medievale si presenta al visitatore come un vero scrigno di tesori nascosti da scoprire ed incantarsi. Primo fra tutti il bellissimo museo a cielo aperto composto dai murales che dipingono le enormi facciate del centro abitato, veri e propri affreschi dipinti a mano da pittori professionisti, che dal 1988 hanno intitolato Satriano di Lucania “capitale dei murales”.