Itinerario in bici - La perla del Tirreno: Rotonda, Castelluccio Inferiore, Trecchina, Maratea

Itinerari in bici

La tappa offre una varietà di paesaggi incredibili, passando dalle aree verdi e boscose del Parco Nazionale del Pollino a quelle tipiche della macchia mediterranea nei pressi di Maratea. Strade incastonate tra il cielo e il mare accompagnano il ciclista che giungerà al mare dopo una splendida e facile pedalata.

ITINERARIO

Dalla piazza centrale del paese, lasciando Corso Garibaldi a sinistra, procedere in discesa su via Roma e immettersi sulla SP4 seguendo direzione Castelluccio Inferiore. Da questo punto la strada inizia lentamente a salire, pendenza media 4% – disl. 516 mt – lungh. 14 km ca.
Al km 9,3 si incontra un bivio, seguire a destra le indicazioni Castelluccio/Lauria/Maratea e dopo circa 700 mt si raggiunge uno stop; procedere dritto in direzione Maratea/Lauria immettendosi sulla SPexSS19 (a questo bivio si può girare a destra per raggiungere Castelluccio Inferiore, per una sosta e/o rifornimento). Dopo 6 km si scollina a 813 mt in località Prestieri. Passando sotto l’autostrada si prosegue dritto in direzione di Lauria/Maratea sulla SP3.
A 10 km da quest’ultimo punto si giunge nei pressi dell’abitato di Lauria: mantenere sempre la direzione principale e seguire i cartelli Maratea. Prestare attenzione al traffico soprattutto durante la stagione estiva, siamo in un centro abitato abbastanza popoloso. La discesa porta al fondo valle del fiume Noce.
Allo stop sulla SS585 prestare la massima attenzione a causa dell’immissione su strada trafficata. A questo punto girare a destra in salita verso Trecchina (non seguire la strada in discesa a sinistra a causa della presenza di gallerie non illuminate e non sicure per i ciclisti).
Tenere la destra, sulla SS585, per circa 2,3 km fino ad incontrare l’uscita per Trecchina alla propria sinistra. Imboccare la strada e incominciare a salire verso il caratteristico paese al quale si arriverà dopo circa 6 km. Seguire le indicazioni centro e raggiungere la villa comunale. È il momento ideale per una sosta e una visita al centro storico. Il paese si trova su un altopiano incastonato tra montagne ricoperte di boschi cedui. Ripartire lasciando i giardini pubblici alle spalle, seguendo dritto la strada verso via Schettini e uscire dal paese.
Dopo circa 2 km di salita ci si affaccia sul paesaggio meraviglioso della costa tirrenica. Seguire indicazioni “Centro Storico” per raggiungere Maratea. La giornata si conclude nella piazza del borgo antico gustando un gelato tra i pittoreschi vicoli. Se si preferisce raggiungere il mare e il porto, fare attenzione al traffico seguendo indicazioni Mare / SS18.
La stazione ferroviaria è a circa 2 km dal centro storico. Per i più temerari è consigliata una visita all’antico borgo , posto sul costone del monte che sovrasta l’attuale centro abitato, seguendo le indicazioni Statua Redentore / Monte S.Biagio. Una spettacolare salita porta alla statua del Redentore da dove è possibile godere di un panorama mozzafiato sul porto e sul golfo. L’antico borgo, con i ruderi del castello, è raggiungibile seguendo un sentiero segnato posto sotto la grande statua.


Itinerario in bici Il Parco della Val d’Agri 1: Grumentum, Monte Sirino, Lago Laudemio

Itinerari in bici

Itinerario nella zona compresa tra il fiume Agri, la Diga del Pertusillo e il Monte Sirino.
L’alta difficoltà è la principale caratteristica del percorso che dal fondo della valle, nel giro di pochi km, sale verso uno dei più suggestivi panorami montani della regione, il monte Sirino e il lago Laudemio, specchio lacustre ad alta quota.
Il percorso offre anche lo spunto per visitare altre zone del parco (es. Moliterno, Viggiano, Lagonegro) fino a raggiungere la costa tirrenica.

Alla partenza e all’arrivo ci si muove tra le strade del fondo valle su percorsi abbastanza facili e pedalabili. La parte centrale invece è tra le montagne del Massiccio del Sirino fino a raggiungere i 1500 mt. Splendide vallate, boschi folti e imperiosi, panorami di creste senza fine accompagnano il ciclista in una pedalata dal sapore di alta montagna.

Itinerario

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Partenza dagli scavi archeologici di Grumentum, che fu uno dei principali centri romani della Basilicata, ubicato, come Venusia (Venosa), nella II Regione augustea. La città si sviluppava su un pianoro presso la confluenza del fiume Agri (antico Akiris) con il torrente Sciaura.

Dall’antico sito archeologico si pedala in direzione Sarconi, paese a forte vocazione agricola, famoso per la produzione di fagioli (I.G.P.)
Dalla piazza del Municipio proseguire in direzione Monte Sirino, meta principale della giornata. La strada, dapprima abbastanza facile, dopo circa 7 km inizia a salire diventando una vera e propria salita di montagna. In 12 km circa si sale di ben 811 mt con una pendenza media del 7%, passando da una vegetazione tipicamente mediterranea a quella tipica delle montagne del Sud Italia, ovvero dai cerri ad una fitta faggeta. Seguendo le indicazioni Monte Sirino/ Piste da sci, dopo circa 23 km dall’inizio si giunge nei pressi di un bivio, girando a sinistra si raggiunge la quota più alta dell’itinerario: il Rifugio Italia con il Lago Laudemio.

L’arrivo al Lago Laudemio è spettacolare, solo 2,5 km per terminare la salita davanti al lago di origine glaciale più meridionale d’Europa, a oltre 1500 mt di altezza, circondato da una rigogliosa fascia di faggi e ontani e sovrastato dalla mole del Massiccio del Sirino-Papa.

Dopo una meritata sosta si riparte seguendo la stessa strada fatta per salire riportandosi al bivio sulla strada principale, giunti al quale si svolta a sinistra in discesa. Dopo solo 4 km si incontra il bivio della Madonna del Sirino proce- dendo dritto per continuare il percorso, svoltare a sinistra per visitare la struttura religiosa incastonata sulla montagna.
A 10 km da Lago Laudemio, al termine della discesa, si giunge su un incrocio a T, girare a destra immettendosi sulla SP26 (prestare attenzione non sono presenti cartelli segnaletici) in direzione Moliterno.

Dopo circa 34 km dalla ripartenza si raggiunge il fondo valle immettendosi sulla SS103.
Seguire la segnaletica per Sarconi. L’itinerario termina dopo avere percorso circa 74 km dinanzi al Parco Archeologico di Grumentum.


Itinerario in bici Il Parco della Val d’Agri 2: Grumentum, Lago del Pertusillo, Spinoso

Itinerario nella zona compresa tra il fiume Agri e la Diga del Pertusillo. Percorso facile che segue sempre il fondo valle ma che offre anche spunti per esplorare altre zone interne arrampicandosi su salite importanti tra paesaggi da fiaba.

ITINERARIO

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Il punto di partenza è la zona degli scavi archeologici di Grumentum, punto baricentrico rispetto ai centri principali della zona e facilmente raggiungibile dalla SS598.
Grumentum è uno dei principali centri romani della Basilicata, ubicato, come Venusia (Venosa), nella II Regione augustea. La città si sviluppa su un pianoro presso la confluenza del fiume Agri (antico Akiris) con il torrente Sciaura. Dall’antico sito archeologico si pedala in direzione Bosco Maglie/Aviosuperficie per raggiungere Sarconi, paese a forte vocazione agricola, famoso per produzione di fagioli (I.G.P.)
Dalla piazza del Municipio dirigersi a sinistra seguendo le indicazioni Spinoso e immettersi sulla SP7.
Dopo una bella pedalata si giunge nel centro abitato di Spinoso, in Piazza Magenta. A questo punto sono disponibili due varianti.
La diga del Pertusillo venne costruita negli anni Cinquanta sbarrando il fiume Agri all’altezza della stretta del Pertusillo. La preservazione ed il rispetto per l’ambiente ha permesso il proliferare nella zona di numerose specie animali anche non comuni, che spesso dimorano nel lago; tra gli animali stanziali ci sono le folaghe, i germani reali, i moriglioni e una gran parte dei rapaci presenti in Italia, mentre nei tratti più isolati del lago è presente anche l’airone cenerino. Si ritorna in paese utilizzando la strada di arrivo.
Ripartire da Spinoso da piazza Magenta e proseguire in direzione Diga Pertusillo – Taranto – Salerno. Dopo circa 14 km si raggiunge il bivio Armento/Montemurro, svoltare a sinistra.
All’arrivo sulla SS598 l’itinerario prevede di ritornare a Spinoso girando a sinistra, prestando attenzione al traffico auto, fino ad incontrare lo svincolo posto sullo sbarramento della diga del Pertusillo. A questo punto seguire indicazioni Spinoso per ritornare attraverso la stessa strada.


Itinerario in bici I tesori dell’Appennino 1: Potenza, Picerno, Bella, Muro Lucano

Percorso ad anello indicato per chi utilizza la bicicletta in maniera continua ed è quindi abbastanza allenato.
Questo itinerario si sviluppa in un territorio prevalentemente montuoso, tra le zone di Picerno, Bella, Muro Lucano, e le gole dei torrenti Marmo e Platano. Altipiani carsici, distese boscose e creste nude battute dal vento sono tratti caratterizzanti di queste strade percorse da numerosi cicloamatori che amano destreggiarsi tra i tornanti. Importante è anche la presenza di diverse stazioni ferroviarie (Picerno, Baragiano, Bella Muro) della linea Potenza – Napoli utilizzabili dai ciclisti che vogliono spostarsi utilizzando la formula treno+bici. Per alcuni chilometri si pedala anche sulla storica SS 7 Appia ed è possibile connettersi ai percorsi del Vulture oppure a quelli che vanno verso il cuore dell’Irpinia, nella vicina Campania.

ITINERARIO

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Partenza dalla Stazione ferroviaria FS di Potenza centrale, importante punto di snodo con la tratta Napoli-Metaponto e origine del tronco che porta a Foggia in Puglia. Dando le spalle al fabbricato procedere verso sinistra in direzione del Ponte Musmeci, oltrepassarlo e proseguire fino a trovare le indicazioni per Picerno, sulla SP ex SS 94, che si raggiunge dopo circa 15 km (per la metà in salita abbastanza pedalabile). Si continua scendendo verso la fiumara sottostante fino ad arrivare alla SP83, costeggiando il centro abitato di Baragiano. A circa 30 km dalla partenza si incontra la stazione di Bella Muro, lungo la SS 7, per poi seguire la SP14 fino al centro abitato di Bella. Superato il paese si arriva ad un incrocio a T: girare a sinistra per raggiungere Muro Lucano. Una pausa nel paese è consigliata prima di riprendere la via del ritorno percorrendo la SS 7 fino a raggiungere nuovamente il centro abitato di Baragiano Scalo. Da qui è possibile ritornare a Potenza seguendo lo stesso itinerario fatto all’andata altrimenti (per i più allenati) è possibile seguire la SS 7 salendo verso Ruoti, terminando nel centro del capoluogo regionale, dopo circa 36 km.


Itinerario in bici - Il Parco delle Dolomiti Lucane

Itinerari in bici

Percorso in montagna, adatto a chi è allenato, che in poco meno di 80 km permette di unire i centri più suggestivi dell’area.
Salite importanti, panorami mozzafiato, praterie in quota e i boschi sono le caratteristiche peculiari di un itinerario pensato per vivere a pieno le sensazioni di un parco che sembra fermo nel tempo.

ITINERARIO

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Partenza da Accettura, si esce dal paese in discesa e subito dopo il ponte sulla Salandrella incomincia una salita impegnativa (7km – 6% – disl.375 mt) fino allo scollinamento in prossimità di Caserma Palazzo (Centro Direzionale del Parco). Continuare su questa strada in una bella e pedalabile discesa, coperti dagli alberi, scorgendo il profilo delle cime. Arrivati a valle si risale in direzione di Pietrapertosa sulla SP13. La salita ora è abbastanza pedalabile (10 km – 5% – disl. 585 mt), con bei tornanti che accarezzano la montagna offrendo visioni spettacolari nel cuore del Parco. A destra si intravede Castelmezzano incastonato tra le rocce. Si  giunge a Pietrapertosa in prossimità del piccolo parcheggio destinato agli autobus dinanzi al chiosco della Pro-Loco. Una sosta e una visita al centro storico sono consigliati, proseguendo a piedi per perdersi tra le viuzze e i vicoli fino a salire sulla rupe che sovrasta il centro abitato. Uscendo dal paese prendere la direzione Accettura e, al bivio, proseguire in salita a sinistra in direzione Accettura – Montepiano. Il percorso consente di passare per il maestoso bosco e ritornare ad Accettura dopo uno scollinamento a oltre 1000 mt di altezza.


Itinerario in bici - L’Alta Valle del Bradano: Venosa, Palazzo San Gervasio, Genzano, Acerenza, Oppido Lucano, Irsina

Itinerari in bici

Il percorso parte dalla città oraziana di Venosa e si collega a Genzano da dove inizia un itinerario studiato per ciclisti allenati (presenza di diverse salite). È possibile, tuttavia, suddividere l’itinerario in almeno tre giornate di pedalata di media difficoltà .
Territorio a forte valenza agricola con ampie distese di campi di grano. Ogni centro attraversato è intriso di storia, dalla preistoria al medioevo passando dalla meravigliosa cattedrale di Acerenza al borgo di Irsina e alla bella fontana Cavallina a Genzano.

ITINERARIO

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Prima Parte: da Venosa a Genzano di Lucania
Partenza dal Castello di Venosa, si esce dalla città seguendo i segnali Genzano/Maschito. Procedere sempre su questa strada in direzione di Palazzo S. Gervasio, tra meravigliosi saliscendi in collina, dove non è difficile incontrare i cicloamatori in escursione o allenamento. Dopo circa 20 km si arriva nelle immediate vicinanze di Palazzo S. Gervasio, che è raggiungibile girando a sinistra all’incrocio della zona artigianale. Altrimenti girare a destra direzione Genzano e immediatamente dopo svoltare nuovamente a destra in direzione Forenza. Questo tragitto consente di percorrere un bel tratto in discesa immersi in un bosco di querce fino a raggiungere il laghetto Fontetusio, posto ideale per un break tra l’ombra degli alberi. Si riparte dalle sponde del laghetto per risalire sulla strada in collina per arrivare a Genzano, che viene raggiunto dopo circa 15 km.

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Seconda Parte: Genzano – Acerenza – Irsina
Partenza dalla villa comunale di Genzano muovendosi in direzione di Banzi sulla SP22. Dopo circa 4 km ad un incrocio, procedere dritto seguendo Acerenza immettendosi sulla SP6, iniziando un bel tratto in discesa, circa 7,5 k m , alla fine della quale si incontra un bivio. Svoltare a sinistra in direzione Acerenza / Tolve / Oppido Potenza e dopo circa 800 mt uscire a destra seguendo le indicazioni Acerenza. Inizia di qua la bella salita (circa 7 km – 4% ) , tra i tornanti, che porta direttamente nel centro storico terminando dinanzi al palazzo comunale. Seguire le indicazioni “centro storico” per portarsi nell’antico borgo medioevale sovrastato dalla mole dell’antica Cattedrale, tra i monumenti più importanti di tutta la Basilicata. Dopo una sosta si riparte dalle vicinanze del municipio, muovendosi sulla veloce discesa in direzione Potenza. A circa 5 km si raggiunge il fondo valle, a ridosso dello sbarramento della diga sul fiume Bradano. Oltrepassarlo e dirigersi all’incrocio successivo. Girare a sinistra in direzione della nuova strada per Oppido. La strada sale per circa 4 km con una pendenza del 5% , fino ad immettersi sulla SS169, che salendo più dolcemente, per altri 7 km giunge direttamente ad Oppido Lucano. Dopo una sosta nel centro storico si riparte in direzione Tolve, sulla vecchia SP35 che per un lungo tratto è chiusa al traffico per delle leggere frane che non impediscono però il passaggio connle biciclette. Inizia ora un tratto tra immense distese di grano e le colline che circondano Irsina, l’antica Montepeloso. La salita che conduce al bel centro storico è lunga circa 9 km con pendenza al 4% . Recentemente Irsina è entrata a far parte del Club dei Borghi più Belli d’Italia.


Itinerario in bici - Vino e colline: Venosa, Rapolla, Barile, Rionero, Ripacandida, Ginestra

Percorso di difficoltà medio/facile adatto anche a chi non pedala quotidianamente.
Il basso chilometraggio lo rende semplice ma ci sono alcune salite in collina da non sottovalutare. La scarsa presenza di traffico automobilistico, tranne che in vicinanza dei paesi più grandi, permette di pedalare in tutta tranquillità, tra i vigneti e le cantine dell’Aglianico DOC, oliveti e frantoi, interessanti siti archeologici e centri storici medioevali. Il giro ha come base Venosa, antica città fondata dai romani nel III sec a.C. Si  trovava sulla Via Appia ed era un centro importante che, tra l’altro, diede i natali al poeta latino Quinto Orazio Flacco. Oltre al Parco Archeologico non bisogna perdere la visita della SS Trinità, basilica paleocristiana con all’interno affreschi e un sarcofago con i resti degli Altavilla. All’esterno c’è l’Incompiuta, una chiesa di più ampie dimensioni mai completata.

ITINERARIO

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Punto di partenza del tour è il castello ”Pirro del Balzo” che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Venosa. Lasciando il maniero alle proprie spalle si pedala sulla SS168: inizia il saliscendi verso il fondovalle, quindi mano ai freni e prestare attenzione al traffico automobilistico specialmente nelle ore di punta. Dopo circa 8,5 km alla fine di una discesa, il nostro percorso gira a sinistra verso la “SP Piano del Cerro”. Dopo circa 8 km si giunge a Rapolla. Suggestiva la panoramica sulle cantine (Parco Urbano delle Cantine), scavate nel tufo vulcanico, che ornano il costone della collina. Il centro è rinomato soprattutto per la produzione di un buon olio extravergine di oliva anche per la vinificazione (Malvasia, Aglianico e Moscato) oltre che per la presenza di un piccolo centro termale. Il percorso arriva in prossimità del monumento ai Caduti dove è presente una rotatoria. Una pausa può essere il momento ottimale per una visita al centro storico e alla Cattedrale, posta sulla sommità del paese, per ammirarne la facciata policroma e il portale in pietra. Ripartendo dalla rotatoria, lasciando alle proprie spalle la strada che giunge da Venosa, si prosegue diritto sulla SS93 direzione Barile, distante appena 6 km. Arrivati a Barile, immediatamente si prende a sinistra la deviazione per il centro storico e le cantine. Raggiungere via Roma (strada lastricata in pietra). Barile è uno dei paesi di origine albanese della regione che conserva ancora tradizioni etniche e linguistiche di tipo
arbëreshë. Inoltre è parte integrante, come Rapolla, dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Nella parte periferica si trovano le cosiddette “Seshe”, grotte scavate nel tufo realizzate dai primi immigrati albanesi, al giorno d’oggi usate per conservare il vino. Le “Seshe” sono visibili nel film di Pier Paolo Pasolini, “ll Vangelo secondo Matteo”(1964), dato che il regista decise di girare alcuni esterni della pellicola nel piccolo centro del Vulture. Le cantine sono anche utilizzate come contenitore culturale / gastronomico per manifestazioni legate al vino Aglianico e ai prodotti tipici locali. La tappa successiva è Rionero in Vulture, dove ci sono altre cantine di vino Aglianico che è possibile visitare su prenotazione. A pochi km da Rionero si possono raggiungere i Laghi di Monticchio che, situati alla falda sud occidentale del Monte Vulture, occupano le bocche crateriche dell’antico vulcano. Dopo aver lasciato Rionero si prende una discesa che dopo 8 km porta a Ripacandida. Da non perdere gli affreschi all’interno della Chiesa di San Donato, che raccontano scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Si attraversa
Ginestra, altro centro arbëreshe, e si percorrono gli ultimi chilometri in salita per rientrare a Venosa. Fate attenzione perché è un tratto con possibile traffico. L’ arrivo è su Via Appia, dalla parte opposta alla rotatoria utilizzata nella fase di partenza.


Itinerario in bici "I castelli del Vulture: Melfi, Laghi di Monticchio, Castel Lagopesole, Rionero in Vulture"

Questo itinerario è adatto a cicloturisti mediamente allenati, vista la presenza di salite importanti e per la lunghezza totale del percorso.
Opportune varianti sono segnalate per ridurre di circa 25-30 k m il tragitto, rendendolo adatto anche per i meno allenati. In alternativa si può prevedere la possibilità di effettuare l’intero percorso in tre tappe. Fruibile per tutto l’anno, tranne che nel periodo invernale solo per eventuale presenza di neve, è meraviglioso percorrerlo in primavera e tarda estate o autunno. Lungo tutto l’itinerario è possibile utilizzare i treni regionali delle FS sui quali è consentito trasportare le biciclette ( stazioni di: Melfi, Rionero, Lagopesole, Filiano).

ITINERARIO

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Partendo dalla stazione FS di Melfi, avendo di fronte il centro storico, girare a sinistra in discesa in direzione di Foggia/Monticchio Laghi. Alla rotatoria, girare a sinistra salendo sul cavalcavia. La salita è abbastanza pedalabile, tra campi di grano e alberi di olive, fino a raggiungere la frazione di Foggianello. Dopo alcuni chilometri di saliscendi si arriva al bivio che porta ai Laghi di Monticchio, antichi crateri di un vulcano spento. Partendo dalla stazione FS di Melfi, avendo di fronte il centro storico, girare a sinistra in discesa in direzione di Foggia/Monticchio Laghi. Alla rotatoria, girare a sinistra salendo sul cavalcavia. La salita è abbastanza pedalabile, tra campi di grano e alberi di olive, fino a raggiungere la frazione di Foggianello. Dopo alcuni chilometri di saliscendi si arriva al bivio che porta ai Laghi di Monticchio, antichi crateri di un vulcano spento.La discesa, tra masserie e campi di grano, porta ad Atella. (Da visitare la cattedrale trecentesca dedicata a S. Maria ad Nives. Ottimi i prodotti da forno nei panifici del centro).Attraversata la valle si arriva al Castello di Lagopesole che si erge maestoso su tutta la valle. Costruito da Federico II su un preesistente fortilizio e utilizzato come sede per le battute di caccia, oggi ospita un museo multimediale che narra la storia dell’imperatore svevo. Il Museo Narrante è aperto tutti i giorni dell’anno dalle 9.30 alle 12.30 (ultimo ingresso) e dalle 16.00 alle 18.30 (ultimo ingresso). Dopo aver raggiunto il borgo rurale Piano del Conte si oltrepassano gli 814 m s.l.m . ( nei pressi di Scalera). Dopodiché la strada inizia una graduale discesa verso Rionero e Barile, dove è d’obbligo la sosta in una cantina del vino Aglianico D O C (ce ne sono numerose che propongono degustazioni su prenotazione). Sulla strada che da Rapolla va a Melfi, a circa 1 km dal centro federiciano, svoltando per il cimitero comunale si raggiunge la Chiesa rupestre di Santa Margherita, interessante per il numero di affreschi presenti (ingresso su prenotazione – T. 0972.239751). Assolutamente da non perdere il centro storico di Melfi e il Castello Normanno-Svevo sede del Museo Archeologico Nazionale del Melfese.


Bike

Itinerario in bici - I tesori dell’Appennino 2: Savoia di L., S. Angelo le Fratte, Satriano di L., Brienza, Sasso di Castalda

Partenza dalla Stazione ferroviaria FS di Potenza centrale, importante punto di snodo con la tratta Napoli-Metaponto e origine del tronco che porta a Foggia in Puglia. Dando le spalle al fabbricato procedere verso sinistra in direzione del Ponte Musmeci, oltrepassarlo e pedalare fino ad incontrare le indicazioni per Picerno, a cui si giunge dopo circa 15 km.
Dopo avere oltrepassato il paese, a circa 19 km dalla partenza, si raggiunge un bivio in salita: seguire le indicazioni per Vietri. Si pedala in direzione di Savoia di Lucania (denominata anticamente Salvia), pittoresco centro storico a cui si arriva dopo 10 km di strada tra alte pareti rocciose e paesaggi spettacolari. Dopo una breve sosta nella piazza centrale si prosegue in direzione di S. Angelo Le Fratte, lungo una bella e tecnica discesa fino a raggiungere il fondo valle del fiume Melandro.
Pedalando agevolmente lungo il fondo valle si giunge allo svincolo di Brienza / Satriano di Lucania. Dirigersi verso sinistra per raggiungere il piccolo centro abitato seguito dall’antica Satrianum con la torre/museo, nel territorio di Tito.
Dopo il passaggio all’interno del centro storico di Satriano di Lucania, uscire dal paese muovendosi in direzione di Tito lungo il tracciato della SS 95. Dopo circa 12 km si raggiunge il centro abitato che bisogna oltrepassare seguendo Via Vittorio Emanuele II, in direzione della stazione ferroviaria. Poco dopo ci si immette, per un brevissimo tratto, sulla SS 95 VAR, prestare attenzione al traffico auto e procedere dritto in direzione di Picerno, passando oltre il ponte sul raccordo autostradale E847. Immediatamente ci si immette sulla SP ex SS 94 girando a destra in direzione di Potenza, percorrendo la stessa strada fatta all’andata. Il tracciato termina alla Stazione Centrale.

ITINERARIO

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Itinerario in bici La montagna di Potenza: Pignola, Sellata, Abriola, Calvello, Rifreddo

Percorso non facile, data la presenza di salite anche se abbastanza pedalabili.
Traffico quasi inesistente tranne che nelle vicinanze del capoluogo di regione.
Dato il profilo altimetrico, abbastanza elevato, il percorso è sconsigliato in pieno inverno ma pienamente percorribile anche in piena estate data la copertura arborea presente. L’itinerario si svolge quasi interamente all’interno di importanti zone protette: la Riserva Regionale del Lago Pantano di Pignola e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano – Val d’Agri e Lagonegrese. La tappa offre una varietà di paesaggi incredibili, passando dall’area di Pignola, di grande importanza per la fauna acquatica e luogo di sosta per gli uccelli durante le migrazioni, fino alle splendide distese boscose di Sellata Pierfaone nella zona di Abriola. Faggi, abeti e querce accompagnano il ciclista durante il percorso. L’itinerario permette di connettersi ad altri itinerari quali quelli delle Dolomiti Lucane, della diga del Pertusilloe della zona di Grumentum.

ITINERARIO

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Partenza dalla Stazione ferroviaria FS di Potenza centrale, importante punto di snodo con la tratta Napoli-Metaponto e origine del tronco che porta a Foggia in Puglia. Dando le spalle al fabbricato procedere verso sinistra in direzione del Ponte Musmeci, oltrepassarlo e pedalare fino a seguire le indicazioni per Picerno sulla SPexSS94 per circa 800 mt. Uscire a sinistra seguendo indicazioni OASI Lago Pantano / Pignola; che si raggiunge dopo circa 6 km. Nel perimetro dell’oasi è disponibile una bella pista ciclabile che costeggia tutta l’area. E’ consigliata una sosta al centro visita. La strada da questo punto inizia gradualmente a salire, passando per Pignola, fino a raggiungere il valico della Sellata (1250 mt) e poi la zona di Pierfaone (piste da sci) a circa 1400 mt di altitudine. Siamo nei pressi del Monte Arioso, punto di origine del fiume Basento, l’importante fiume della regione. Dopo una spettacolare discesa fino al piccolo centro abitato di Abriola, dove è consigliata una sosta tra i vicoli e alla chiesa di San Valentino, si raggiunge Calvello. Da questo paese è possibile spingersi verso altre meravigliose cime montane della regione: quelle del monte Volturino e di Viggiano, passando per il santuario della Madonna Nera, situato in alta montagna. La tappa continua seguendo la valle del torrente Camastra, fino a raggiungere un importante punto di snodo all’incrocio con la SS92. Infatti da questo punto oltre a prendere la strada che riporta a Potenza, è possibile arrivare fino al Lago di Ponte Fontanelle,Trivignoe Laurenzananelle immediate vicinanze del parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane.
Dal fondo valle, seguendo la SS92 si ricomincia gradualmente a salire fino a raggiungere il Passo Croce dello Scrivano (1122 mt) e subito dopo si scollina in località Rifreddo (1130 mt). Paesaggio di singolare bellezza con i suoi boschi e gli ampi panorami che trovano il culmine nello splendido altopiano, tra le erbe agitate dal vento. Da questo punto in poi si scende facilmente fino a terminare la tappa a Potenza nelle vicinanze della Stazione Centrale.