Chiesa rupestre di Santa Barbara

Chiese rupestri

La chiesa bizantina di Santa Barbara è annoverata tra le più importanti chiese rupestri di Matera. Collocata in una parete rocciosa che si affaccia direttamente sulla Gravina, è caratterizzata da una facciata con due accessi in cui il principale è abbellito da colonne con capitelli. L’interno è caratterizzato da tre ambienti, il nartece, il presbiterio e l’abside, e l’esterno contraddistinto da alcune tombe antiche scavate nella roccia. La sua struttura architettonica richiama la tradizione liturgica bizantina e di notevole fattura sono le decorazioni pittoriche presenti all’interno. Fra queste spiccano i meravigliosi affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino e Santa Barbara.


Chiesa rupestre di Santa Maria della Palomba

Chiese rupestri

Su uno sperone della Gravina di Matera sorge questo tesoro dell’arte rupestre, il cui simbolo è una colomba scolpita sul portale, rappresentazione dello Spirito Santo.

La chiesa è stata costruita nel 1580 su un nucleo rupestre. Lesene e arcate cieche caratterizzano la facciata il cui stile sembra richiamare quello romanico.

Al centro si può ammirare un rosone, a sua volta sormontato da una nicchia che al suo interno ospita la statua di san Michele Arcangelo, mentre sull’architrave del portale spicca la raffigurazione in tufo della Sacra Famiglia.

Il campanile è a vela e in posizione laterale. Con pianta a navata unica e volta a botte, all’interno su entrambi i lati si possono ammirare diverse cappelle abbellite da affreschi e statue.

D’impatto è un dipinto posto dietro l’altare in cui è ritratta la Madonna Odigitria (XIII-XIV sec). Dal presbiterio si accede alla chiesa rupestre interamente scavata nel tufo e costituita da una campata la cui volta da una parte è a schiena d’asino e dall’altra piana. Anche in questo caso sono visibili diverse cappelle laterali in cui sono conservati affreschi risalenti alla seconda metà del Seicento.

La chiesa di Santa Maria della Palomba è caratterizzata da due siti attigui e prende la sua denominazione dal culto dello Spirito Santo e della Madonna.

Il primo tempio, denominato Palomba Uno, è a una navata e la sua costruzione risale al 1583. La facciata è abbellita da un portale rinascimentale sormontato da un rosone, con l’immagine di San Michele Arcangelo, e bassorilievi con lo stemma di Matera e l’effige dell’arcivescovo.

All’interno si possono ammirare statue policrome e medaglioni affrescati, mentre sull’altare si distingue un affresco raffigurante la Madonna dell’Odighítria.

L’altra chiesa, Palomba 2 è scavata nella roccia, a pianta rettangolare e con il soffitto a schiena d’asino. Di particolare bellezza, sulla parete di destra, si notano tre archi uno dei quali con un altare affrescato. L’intradosso è decorato con la raffigurazione della “Strage degli Innocenti”.


Chiesa rupestre San Pietro Barisano

Chiese rupestri

Quella di San Pietro Barisano a Matera è una delle chiese rupestri più apprezzate. Al di sotto del pavimento è evidente il primo impianto rupestre, databile al XII–XIII secolo.

Alla prima fase di ampliamento, (XV-XVI) si deve lo scavo della chiesa e la realizzazione delle cappelle laterali, interventi visibili solo nella parte terminale della cappella posta dietro il secondo altare della navata destra, dove si possono ammirare, tra gli altri, gli affreschi di santa Caterina d’Alessandria, dell’Annunciazione e di san Canio.

L’attuale impianto della chiesa San Pietro Barisano a Matera, a tre navate, insieme alla facciata (1755) e agli ambienti sotterranei, si deve a una successiva ristrutturazione (XVIII sec) della chiesa rupestre  San Pietro Barisano a Matera. Per l’eccessiva umidità, nel 1903 la chiesa e i suoi arredi vengono trasferiti nella parrocchia di Sant’Agostino.

Oggi lungo la navata destra, dall’entrata, si distinguono l’altare di san Giuseppe, su cui resta parte della cornice lignea della pala della Sacra Famiglia rubata nel 1977, l’altare della Madonna della Consolazione, con l’immagine in tufo della Madonna con Bambino incoronata dagli angeli, e l’altare del Santissimo Sacramento con il pavimento in maiolica.

L’altare maggiore ligneo (1771), un tempo nella navata centrale, oggi è conservato nel deposito della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Basilicata. Nella navata sinistra, dal fondo, ecco l’altare del Santissimo Crocifisso, l’altare dell’Annunciazione e l’altare di santa Maria Maddalena.


Chiesa rupestre di Sant'Eustachio

Chiese rupestri

Caratterizzata da vari elementi architettonici, come nicchie e altari, la cripta è decorata da un ciclo pittorico databile al XVII secolo.

Il percorso che conduce alla chiesa risulta piuttosto accidentato a causa dei crolli che hanno interessato la facciata e l’intero complesso.

Un passaggio angusto conduce al cuore della cripta: una cappella laterale ben conservata e, sulla parete sinistra, decorata da un grande pannello affrescato raffigurante i Santi Pietro e Paolo. Di fronte, un’altra tela rappresenta la Madonna in piedi con il Bambino.

Splendido anche l’affresco all’interno del catino absidale, intorno all’altare, che riproduce una Deposizione dalla Croce e la Madonna inginocchiata che abbraccia Gesù.

Della navata centrale resta solo la parete sinistra intervallata da tre nicchie e altrettanti altari ricavati all’interno della parete.


Il Complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci

Chiese rupestri

Il complesso rupestre di Matera comprende un monastero e case grotta, ambienti tutti comunicanti tra loro, e due chiese: Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Un insieme monumentale che offre una ricca e dettagliata testimonianza storica e culturale della vita delle comunità religiose e civili che lo abitarono.

Madonna delle Virtù
Nel complesso rupestre di Matera, è interamente scavata nella calcarenite, ma con tutte le caratteristiche architettoniche tipiche di una basilica a tre navate in stile romanico. La verticalità delle volte, i pilastri polilobati e la riproposizione del matroneo sulla volta a schiena d’asino della navate centrale, manifestano la netta volontà di realizzare uno dei modelli più articolati di chiese rupestri della città di Matera. Splendidi affreschi decorano l’abside centrale e la controfacciata della navata destra, in entrambi i casi si tratta di una Crocifissione con la Vergine e San Giovanni Evangelista risalenti rispettivamente al XVI e XIV sec.

San Nicola dei Greci
All’interno del complesso rupestre di Matera, la cripta è sovrapposta alla chiesa di Madonna delle Virtù. La decorano pregevoli affreschi, i quali confermano i caratteri bizantineggianti della cripta, nel catino absidale di sinistra (XIII sec) tra tutti spicca il “trittico” affrescato dei Santi Nicola, Barbara e Pantaleone, pregevole è anche la Crocifissione con la Vergine e san Giovanni Evangelista (XIV sec). Lungo il pavimento della navata destra e sul pianoro che la sovrasta si possono ammirare poi le tombe di tipico barbarico, da non perdere anche i reperti archeologici che interessano l’area occupata dalla chiesa.

caveheritage.it
lascaletta.net


Chiesa rupestre Santa Lucia alle Malve

Chiese rupestri

Le comunità monastiche a Matera sono state parte integrante nella vita e nello sviluppo storico-urbanistico della città nel corso di un millennio. Sul fronte esterno dell’ex complesso monastico (VIII sec.) – che si sviluppa lungo la parete rocciosa – in alto, in rilievo, è scolpita la simbologia del martirio di Santa Lucia, il calice con i due occhi.

A destra del complesso, blocchi squadrati di tufo delineano l’entrata della chiesa, tutti terminano con un arco acuto che sul fondo, all’interno di una lunetta, contengono il simbolo liturgico di Santa Lucia. Delle tre esistenti, l’unica navata ancora accessibile, ingresso attuale della chiesa, è quella di destra, sempre rimasta aperta al culto.

Racchiusi nel complesso testimonianza delle comunità monastiche a Matera, di particolare bellezza e importanza storico-artistica sono gli antichissimi affreschi che in parte decorano le pareti del complesso, tra tutti: La Madonna del Latte (1270) e, nella nicchia accanto, San Michele Arcangelo (1250), oltre a quello che per molti studiosi sarebbe San Gregorio (XIII sec.), per altri San Donato, e ancora San Benedetto – a testimonianza dell’origine benedettina del complesso – e Santa Scolastica, entrambi fondatori dei grandi ordini monastici del periodo

www.oltrelartematera.it


La Cripta del Peccato Originale

Chiese rupestri

Tra le chiese rupestri di Matera, denominata la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre, per il valore teologico e artistico del compendio pittorico che la decora, si distingue la Cripta del Peccato Originale. Si tratta di una delle chiese rupestri di Matera più interessanti e la più antica testimonianza dell’arte rupestre del Mezzogiorno d’Italia. Unico esempio nel suo genere a raffigurare un intero ciclo di affreschi, quello della Creazione e del Peccato Originale.

Tra le chiese rupestri di Matera, questa cavità naturale a strapiombo sulla “Gravina di Picciano” si raggiunge attraversando il sentiero di Pietrapenta, in agro di Matera, ed è la più antica testimonianza dell’arte rupestre del Mezzogiorno d’Italia.

Un antro adattato a chiesa grotta, nel IX secolo, proprio dai monaci benedettini, sono infatti evidenti i caratteri tipici dell’arte benedettino-beneventana.

Nei quarantadue metri quadri di una della più suggestive chiese rupestri di Matera, scorre sotto gli occhi di chi la osserva uno straordinario ciclo di affreschi, realizzato cinquecento anni prima di Giotto, raffigurante il racconto biblico dei primi capitoli della Genesi: Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale.

Nelle tre conche absidali, il racconto della Creazione rinvia alle triarchie degli Apostoli (Pietro, Andrea e Giovanni), degli Arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) e alla venerazione della Vergine Regina.

Grazie al supporto audio in lingua italiana, inglese, francese e tedesca, e insieme al light design, a chi visita questa espressione della civiltà cristiana si offre un racconto in una originale chiave culturale, teologica, storica e artistica.

Per informazioni:
info@criptadelpeccatooriginale.it
www.criptadelpeccatooriginale.it


La Chiesa di Santa Maria de Armenis

Chiese rupestri

Quello della chiesa di Santa Maria de Armenis a Matera è uno splendido esempio di struttura rupestre che rappresenta ciò che resta di un altro insediamento benedettino a Matera.

In stile tardo romanico, la facciata della chiesa di Santa Maria de Armenis a Matera è sormontata da una serie di archetti ciechi su lesene, mentre sull’architrave della porta d’ingresso presenta l’epigrafe di “Santa Maria de Armenis” da cui prende il nome.

All’interno della chiesa, semplice, con colonne a capitello trapezoidale, si distinguono ampi vani quadrangolari mentre sulle pareti si sussegue una sequenza di affreschi purtroppo non ben conservati. Attualmente la chiesa di Santa Maria de Armenis ospita interessanti manifestazioni culturali.


Convicinio di Sant'Antonio

Chiese rupestri

Il Convicinio di Sant’Antonio ha sede nel rione Casalnuovo, nello splendido scenario del Sasso Caveoso, ed è un particolare esempio di complesso rupestre (XII-XIII sec).

Il Convicinio di Sant’Antonio raggruppa le quattro antiche chiese di San Primo, Sant’Egidio (o dell’Annunziata), San Donato e Sant’Antonio Abate (XII/XIII sec), collegate da un ampio cortile cui si accede attraversando un portale con arco ogivale.

Ogni chiesa nei secoli ha subito continue modifiche e tutte conservano le tracce delle loro diverse destinazioni d’uso, dal momento che tra la fine dei Seicento e gli inizi dell’Ottocento non ebbero più funzione di luoghi sacri.

Ciascuna, però, al proprio interno custodisce numerosi e interessanti affreschi di carattere religioso. Subito dopo l’arco d’ingresso si può ammirare la chiesa di San Primo, con una struttura molto semplice articolata in due piccole cappelle.

Da questa si accede alla cripta di Sant’Eligio, che conserva ancora l’aula in cui si accoglievano i fedeli e il presbiterio riservato al celebrante. Molto bello è uno degli affreschi conservati e raffigurante il Cristo pantocratore (XIV sec).

La cripta di San Donato, poi, ha una struttura a pianta quadrata e volte che, abbellite da elementi decorativi, definiscono gli spazi liturgici. Seppur con difficoltà è anche leggibile parte del complesso pittorico che decorava le pareti. Si riescono ad ammirare un volto di San Donato, un’immagine di san Leonardo con abito monacale e alcune scene di carattere religioso realizzate nel Seicento.

Il Convicinio di Sant’Antonio comprende inoltre la cappella di Sant’Antonio Abate che presenta poi una pianta rettangolare divisa in tre navate absidate ed è possibile ammirare anche alcuni affreschi, come un ritratto di Sant’Antonio Abate e uno di San Sebastiano (XV sec).


Chiesa ipogea del Santo Spirito

Chiese rupestri

Risale al IX secolo e intorno alla fine dell’Ottocento è stata coperta insieme a tutta l’area del fondaco di mezzo.

Oggi la chiesa è parte degli ambienti ipogei sottostanti Piazza Vittorio Veneto e, riportata alla luce nel 1993, costituisce una via di accesso al Sasso Barisano.

Ben poco resta della struttura originaria, nell’interno a tre navate, si ammirano affreschi non ben conservati, ma è ancora leggibile quello duecentesco raffigurante Santa Sofia.